22 Novembre 2009

False multe del Tutor, via ai ricorsi

Agenti sospettati di altre irregolarità L’ex capo della Polstrada accusato di aver fatto cancellare un verbale al figlio

 

La polizia giudiziaria della Polstrada ha consegnato in procura una prima relazione sulle multe fatte in autostrada con il Tutor. La relazione, che prende in esame solo una tranche del lungo periodo oggetto dell’inchiesta, i primi mesi del 2006, conferemerebbe che alcuni dati del cervellone della Stradale sono stati falsificati facendo risultare come andate a buon fine notifiche in realtà fallite. Ora la pg dovrà esaminare il resto del periodo (fino alla fine del 2008) per capire se questo meccanismo sia stato sistematico, e dovrà rispondere ad alcune, importanti domande. Qual era il fine di questo «trucco»? Forse quello di fare statistica, di chiudere il maggior numero di pratiche per dare un’immagine efficiente della Stradale? E, ancora, il poliziotto che adesso è indagato per falso materiale ha «manomesso » il cervellone di sua iniziativa o perché gliel’hanno ordinato?  Intanto il Codacons, associazione che tutela i consumatori, apre il fronte dei ricorsi, invitando chi ha ricevuto cartelle esattoriali sospette a contattarlo per impugnarle. L’inchiesta del pm Giuseppe Di Giorgio è nata l’estate scorsa proprio da un’informativa della pg della Stradale su alcune «anomalie» nel sistema delle multe fatte con il Tutor, il sistema elettronico di rilevazione della velocità gestito dalla Polizia. Indagando sono emersi due filoni: il primo è quello delle false notifiche, il secondo riguarda alcuni presunti favoritismi. Per quest’ultima ipotesi sono indagati tre poliziotti addetti all’ufficio verbali e l’ex dirigente della Stradale di Bologna Vincenzo Diaferia, accusato di aver fatto depennare una multa presa da suo figlio. Per Diaferia e gli altri (uno dei quali è indagato anche di falso materiale per le notifiche falsificate) le accuse sono l’abuso d’ufficio e il falso ideologico. Ma quello che ai pm preme più di tutto capire è se il meccanismo della falsificazione delle notifiche fallite, con la conseguente emissione della cartella esattoriale a carico del cittadino, sia stato reiterato nel tempo e se l’obiettivo fosse, diciamo, di immagine. Se, cioè, questa faccenda rientri in quel «circuito autocelebrativo », in quella «gestione volta alla ricerca di una visibilità e di un’affermazione che privilegia il metodo della quantità a quello della qualità» denunciata da tutti i sindacati di polizia, il 14 marzo scorso, con un comunicato congiunto sui problemi della Sezione di Bologna. Se così fosse, ne avrebbero fatto le spese i cittadini.  Ed ecco allora il Codacons invitare «i destinatari di cartelle sospette a rivolgersi all’associazione per un’impugnazione gratuita», dice l’avvocato Bruno Barbieri. Che spiega: «Se davvero c’è stato un uso improprio del Tutor, noi sentiamo l’obbligo morale di denunciarlo perché abbiamo sempre sostenuto questo sistema, chiedendone anche l’estensione».

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