3 Gennaio 2020

Falsa partenza per i saldi invernali

Saldi, a chi? Formalmente sono iniziati ieri in tutta l’ Isola (e, per decreto regionale, finiscono il 15 marzo). In realtà, giocando sulla differenza con la parola sconto, la riduzione nel prezzo su scarpe e abbigliamento (soprattutto) è cominciata due giorni dopo Natale. Anzi, calendario alla mano, già dal 26 dicembre. Da quella data, infatti, i grandi marchi di moda hanno iniziato a mandare mail e messaggini alla clientela «fidelizzata» invitandola in boutique (o a registrarsi con un account sul sito) per scoprire «private lounge» con «opportunità esclusive per te». Quel pronome personale, fingendo di rivolgersi direttamente solo ad un singolo individuo, lo illude dell’ esclusività ed è indirizzato ad una platea ampia che cerca l’ affare perfetto. Attenzione, quindi: i saldi sono i ribassi sul normale prezzo di vendita che si applicano, per svuotare i ma gazzini, sulla merce stagionale rimasta invenduta (in estate o inverno). Altra cosa sono gli sconti (o vendite promozionali) dove i prodotti possono essere acquistati tutto l’ anno con l’ applicazione di ribassi sul normale prezzo di vendita. Secondo un’ indagine su 1.200 consumatori di Confesercenti-Swg dei saldi approfitteranno quattro italiani su dieci (il 41%) mentre per uno studio dell’ Unione nazionale consumatori, per abbigliamento e calzature, nel complesso, lo sconto sarà del 21,6%, in rialzo rispetto al 2019 (21,2% a gennaio, 20,9% a luglio). Saldi flop per il Codacons tanto che per il presidente Carlo Rienzi andrebbero aboliti, con libertà di sconto tutto l’ anno. Ma per Confesercenti Palermo il problema è un altro. «La vera iattura – dice il direttore provinciale Michele Sorbera – è il commercio online che mortifica la vita dei commercianti. Online si vende h24 e le piattaforme non pagano imposte: una concorrenza sleale che cresce in maniera esponenziale e che ha devastato il mercato. È chiaro che, per non morire, bisogna avere un approccio diverso. Dopo l’ Epifania distribuiremo ai nostri iscritti un questionario: tra le dieci domande ce ne saranno alcune sulle vendite ma anche sulle problematiche dei piani viabilità adottati dai Comuni». Anche il presidente di Confesercenti Palermo, Francesca Costa, non crede ad una «salvifica» liberalizzazione dei saldi e punta il dito contro l’ e-commerce reo «di non rispettare le stesse regole dei commercianti». Mentre per Massimiliano Mangano, vicepresidente vi cario e responsabile dell’ area commercio di Confesercenti, «le attese di grandi vendite durante i saldi sono forse aleatorie. Bisognerà aspettare: in questo mestiere, certezze ormai non ne esistono più, soprattutto dopo un Black Friday che è riuscito a inficiare pure il Natale». Più ottimista Patrizia Di Dio, presidente di Confcommercio Palermo. «Rispetto allo scorso 2 gennaio, le vendite non hanno avuto slanci ma neanche cali: siamo in linea con il 2019. Liberalizzare i saldi è un ossimoro perché il commercio non vive sui saldi ma sulle vendite regolari. Con i saldi tutto l’ anno sarebbe un mercato «drogato». Ci sono vendite promozionali 10 mesi su 12 solo che, per poterle fare, serve comunicazione obbligatoria dei negozianti ai Comuni di appartenenza almeno quindici giorni prima degli sconti. Insomma, da beneficio, diventa un laccio burocratico. La vita reale non va alla stessa velocità di internet…». (*GIUP*)

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