Fallita la mediazione al ministero delle Attività produttive
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fonte:
- Brescia Oggi
Fallita la mediazione al ministero delle Attività produttive
Roma. È saltato il tavolo tra Ania e consumatori sugli aumenti ingiustificati della Rc Auto. L`incontro di ieri mattina al ministero delle Attività Produttive si è risolto in un nulla di fatto. «Non ci sono le possibilità di un accordo. Tutto resta come prima» ha detto il ministro Antonio Marzano. Risultato: 18 milioni di utenti potrebbero paralizzare gli uffici dei giudici di pace con una valanga di ricorsi per ottenere un risarcimento il cui principio è stato sancito da una recente sentenza della Corte di Cassazione. La mediazione di Marzano non è approdata a nulla malgrado la disponibilità ad una riconvocazione in extremis delle parti.
In serata Marzano ha precisato che «un`ipotesi di accordo e arbitrato era impossibile perch é le associazioni dei consumatori non rappresentano dal punto di vista giuridico i consumatori e quindi le azioni giudiziarie avviate sono individuali».
Il contenzioso, scaturito dalla condanna emessa dall`Antitrust contro 17 compagnie assicurative per aver formato un cartello nel periodo 1995-2000 violando le regole della libera concorrenza, resta irrisolto. In ballo c`è una somma totale di circa 3,5 miliardi di euro. Scartate le due ipotesi sul tappeto (accordo o arbitrato), le compagnie assicurative e l`Intesa, a cui fanno capo Abdusbef, Codacons, Federconsumatori ed Adoc, sono rimaste sulle rispettive posizioni.
L`Associazione nazioanle delle imprese di assicurazione rifiuta di negoziare. «È come se si fosse attraversato un incrocio con il rosso senza aver provocato danni e oltre alla multa si pretendesse un risarcimento» ha spiegato il presidente Fabio Cerchiai.
Contrario a qualsiasi negoziato perché «non è mai esistito alcun cartello dei prezzi, le tariffe sono state differenziate e quindi non sussiste alcun danno per l`assicurato».
La replica dell`Intesa è stata durissima. «L`Ania si è arroccata con la sua arroganza» si legge in una nota in cui si chiedono anche le dimissioni del numero uno dell`Isvap (l?Istituto di vigilanza sulle compagnie di assicurazione) Giancarlo Giannini e si conferma la manifestazione del 3 febbraio. L`appuntamento è davanti alla sede dell`Ania dove verranno distribuiti i moduli per la richiesta di rimborso (mentre 300 mila sarebbero già pronti per partire).
«Bando alle chiacchiere. Andremo avanti con le cause davanti ai giudici di pace» ha tagliato corto Carlo Rienzi (Codacons).
In verità nel fronte dei consumatori sono emerse posizioni meno intransigenti. La Coalizione, che riunisce otto sigle, punta ad evitare la paralisi dei tribunali: secondo Paolo Landi (Adiconsum) si potrebbe applicare uno sconto ai premi delle polizze future. L`associazione indipendente Altroconsumo ha proposto invece il ricorso ad un collegio arbitrale per derimere la querelle. Infine l`Ugl ha chiesto un decreto ministeriale a favore degli assicurati.
La rottura fra Ania e consumatori ha provocato la reazione dei senatori diessini Loris Maconi e Franco Chiusoli che hanno censurato l`atteggiamento del governo. «Si limita a fare il notaio invece di assumere iniziative per favorire l`accordo».
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