Fallimento Odos, l’attività può ripartire
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fonte:
- Il Giorno
di Stefania Totaro La Asst Niguarda torna sui suoi passi e accetta la procedura di affitto di azienda a una società individuata dalla curatrice del fallimento della ‘Odos Service’, Elisabetta Brugnoni e autorizzata dal Tribunale di Monza, per subentrare nei centri odontoiatrici. Mentre sono ancora in corso i ‘lavori’ della curatrice per fare lo stesso con le Asst di Monza e Vimercate.
A mettersi di mezzo alla decisione del giudice per salvaguardare i pazienti e i lavoratori della Odos Service (che aveva preso il posto della fallita Servicedent di lady Smile Maria Paola Canegrati) era stata la Regione Lombardia, che aveva preso tempo, permettendo alla Asst Niguarda di proporre un’alternativa e alla Asst di Vimercate di pubblicare la ricerca di un nuovo gestore per i centri odontoiatrici in Brianza. Dopo alcuni esposti presentati dalla curatela del fallimento e da alcuni consiglieri regionali lombardi di opposizione e l’annuncio da parte di Elisabetta Brugnoni di un ricorso al Tar già autorizzato dal giudice delegato monzese, la situazione di ‘rivolta’ sembra rientrare. L’obiettivo dello stallo di Regione Lombardia sarebbe stato, questo era il sospetto, fare rientrare dalla finestra quello che è uscito dalla porta dopo il fallimento della Servicedent, che faceva capo all’imprenditrice monzese, condannata in primo grado dal Tribunale di Monza a 12 anni di reclusione per corruzione e che ha patteggiato 3 anni per bancarotta fraudolenta. Sulla situazione era arrivata una dura presa di posizione anche da Fp Cgil e Fp Cisl di Monza e Brianza, secondo cui il non acconsentire all’ipotesi prospettata dalla curatrice fallimentare da parte di Regione Lombardia preclude non solo la continuità dei rami d’azienda, ma la stessa richiesta di cassaintegrazione, con grave danno per i lavoratori, ancora senza stipendi e di conseguenza per i pazienti dei centri odontoiatrici coinvolti.
È pronto a intervenire in questa grave situazione anche Codacons. “L’ennesima presa in giro da parte di queste catene odontoiatriche, prima Dentix ora Odos – spiega il presidente Marco Maria Donzelli – con pazienti che vedono leso il proprio diritto alla salute con gravi situazioni destinate a peggiorare, dipendenti che lavorano senza un corrispettivo e non riescono più a mantenersi e garantire un sostentamento alle proprie famiglie. Siamo pronti a tutelare i cittadini e a costituirci nel processo”.
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