fbpx
28 Maggio 2019

Fallimento Mercatone Di Maio: obiettivo Cigs

per giovedì 30 previsto un tavolo con i creditori
ROMA. Prima di tutto garantire il sostegno al reddito dei 1.800 dipendenti di Mercatone Uno (in Puglia sono 256, ndr), poi valutare bene i debiti del gruppo e infine cercare un nuovo acquirente. In questa difficile vertenza – venuta a galla due giorni fa con il fallimento della Shernon Holding (società che detiene il marchio e gestisce 55 negozi solo dall’ agosto del 2018) – l’ obiet tivo primario del ministro dello Sviluppo economico e del Lavoro, Luigi Di Maio, è quello di attivare al più presto la Cigs. Lo ha detto lui stesso al termine di un primo tavolo al Mise sulla vicenda, assicurando: «Ce la metteremo tutta». Intanto, il prossimo passo sarà quello di incontrare – giovedì 30 maggio – i fornitori e i creditori della società dichiarata fallita dal Tribunale di Milano con circa 90 milioni di debiti accumulati in 9 mesi. Il problema, infatti, non sono solo i lavoratori ma anche un indotto di 500 aziende creditrici per circa 250 milioni di euro non riscossi. Per non parlare dei singoli consumatori, fra cui tantissime famiglie che rischiano di non ricevere più i mobili che hanno già pagato. Per tutelarle, le associazioni dei consumatori, come ad esempio l’ Unc e Federconsumatori, chiedono al governo delle misure ad hoc e di essere ascoltate, mentre il Codacons propone l’ isti tuzione di un fondo «per rimborsare integralmente quei cittadini che hanno acquistato mobili o altri beni venduti da Mercatone Uno versando in anticipo il denaro e senza ricevere la merce». Quello che è accaduto a Mercatone Uno «non è accettabile» per il segretario generale della Cgil, Maurizio Landini, che ha definito la situazione «uno schiaffo anche al Governo e al mini stero dello Sviluppo economico», visto che per due mesi la società ha preso impegni a presentare piani industriali che in realtà non sono mai arrivati. Per i sindacati presenti al tavolo le rassicurazioni arrivate dal ministro Di Maio sono positive ma non bastano. «Possiamo dirci moderatamente soddisfatti, abbiamo chiesto di intervenire immediatamente per il sostegno al reddito dei dipendenti e ci è stato garantito che ci sono i presupposti per un rapido ricorso alla Cigs», ha spiegato il segretario nazionale Uiltucs Stefano Franzoni sperando però che le dichiarazioni odierne non si fermino all’ effetto annuncio. Un altro tema è la ricerca di nuovi acquirenti. Su questo, i commissari «apriranno una nuova fase di selezione, non si sa se con un bando pubblico e con la formula già usata di selezione in sede privata», ha continuato Franzoni aggiungendo che il ministro Di Maio ha detto che farà di tutto per evitare una soluzione «spezzatino», ma contemporaneamente ha chiesto la collaborazione delle Regioni perché si possano trovare imprenditori locali disponibili a rilevare i negozi. In questo senso «l’ ap porto delle Regioni potrebbe essere fondamentale, soprattutto nei territori in cui c’ è un’ alta concentrazione di punti vendita», ha poi spiegato Sabina Bigazzi della Filcams Cigl nazionale facendo notare che al momento i negozi resteranno chiusi, visto che non ci sono ancora certezze sulla possibilità di andare avanti con un esercizio provvisorio. Maria Chiara Furl()

Previous Next
Close
Test Caption
Test Description goes like this
WordPress Lightbox