18 Marzo 2011

Fallimento Aiazzone, batticuore per mille clienti umbri

Non ci sono soltanto i contratti di luce e gas negli incubi dei consumatori umbri.
Anche il caso Aiazzone trova spazio tra i sonni agitati di chi ha sottoscritto contratti per l’ acquisto di mobili, ha iniziato a pagare ma non ha visto arrivare a casa neanche un comodino.
E per aggiungere un po’ di batticuore alla vicenda ci sono anche che i lavoratori (compresi quelli di Taverne di Corciano) che non vedono un euro da mesi. Stessa situazione di chi i soldi li ha versati ma non hanno visto i mobili. Di più. Perché non solo c’ è chi ha pagato, ma c’ è chi ha chiesto un prestito per finanziare le rate.
«Abbiamo comprato i mobili, abbiamo chiesto un prestito, ma non ci sono mai stati consegnati e noi le rate siamo obbligati a pagarle ugualmente».
Situazione al limite del paradosso.
Ma come era già successo in Piemonte con il Codacons , per i mille umbri (stime Federconsumatori) beffati dai mobilieri di «Provare per credere» si apre uno spiraglio.
Petruzzi racconta l’ ultima stazione del calvario: «C’ è stato un incontro con Assofin (l’ Associazione che riunisce le finanziarie italiane, ndr) e non solo c’ è la richiesta di bloccare il pagamento delle rate, ma c’ è anche la possibilità di fare rivalsa ed entrare nel fallimento richiedendo i soldi indietro».
E’ logico che se tutti gli acquirenti verranno ammessi al fallimento, potrebbero non esserci i soldi per soddisfare tutti i creditori, ma intanto è già un passo avanti rispetto al buio di qualche settimana fa.
«La maggior parte degli umbri beffati- ricorda Petruzzi- si tratta di giovani coppie appena sposate».
Anche recuperare una parte di quanto speso a vuoto può essere già un piccolo passo avanti.
 

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