Faib-Aisa, Fegica-Cisl e Figisc-Anisa hanno confermato lo sciopero
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fonte:
- Il Gazzettino
Roma Faib-Aisa, Fegica-Cisl e Figisc-Anisa hanno confermato lo sciopero di due giorni dei benzinai contro i provvedimenti di liberalizzazione del settore. Le modalità dello stop prevedono il fermo sulla viabilità ordinaria dalle ore 19.00 di oggi 6 alle ore 7.00 di venerdì 9 febbraio; per la viabilità autostradale: dalle ore 22.00 di oggi alle ore 22.00 di giovedì 8 febbraio. La Sicilia ha adottato un calendario diverso con chiusure anticipate dalle 19 di ieri.Le organizzazioni dei gestori hanno precisato che “nel rispetto del codice di autoregolamentazione per lo sciopero nei servizi pubblici, saranno assicurati i servizi minimi e di emergenza sia sulla viabilità stradale che autostradale“.Secondo i gestori, il provvedimento messo a punto dal ministro dello Sviluppo, Bersani, “tende ad amplificare le condizioni di favore su cui già ora può contare la Grande distribuzione organizzata. Dove ha aperto i suoi punti vendita – sostengono Faib, Fegica e Figisc – la Gdo rivende la benzina che acquista dalle compagnie petrolifere con oltre 150 euro di sconto ogni mille litri rispetto al prezzo raccomandato; ai gestori ne sono riservati solo 35“. In Francia dove le stazioni di servizio sono 15mila oltre il 55\% del carburante è venduto nei centri commerciali.La risposta del ministro Bersani, nel mirino dei benzinai, è arrivata ieri “Rispetto le decisioni della categoria, ma ci sono tutte le possibilità per farsi ascoltare senza rendere difficile la vita ai cittadini“. Il ministro ha ricordato ai gestori che nello specifico per la liberalizzazione di questo settore non ci si è mossi con un decreto bensì attraverso un disegno di legge “che avrà quindi tempi non brevi. Creare disagio ai cittadini è forse una cosa su cui meditare“.C`è poi l`aspetto di scarsa concorrenza sollevato dal presidente di Confindustria, Luca Cordero di Montezemolo. “Le categorie devono capire che abbiamo un livello di concorrenza troppo basso, che è uno dei motivi della scarsa crescita del paese, come dice il governatore Draghi e non solo Confindustria, e come dicono tutti gli organismi internazionali“. In Italia i distributori sono quasi 25mila con un erogato medio largamento inferiore a quello europeo.Ad accendere un faro su questa serrata è anche la Commissione di garanzia sugli scioperi che ha “richiesto informazioni alle autorità competenti“ e che “nella seduta dell`8 febbraio adotterà eventuali provvedimenti di sua competenza“.Il Garante ha ricordato gli obblighi previsti. “Durante l`astensione collettiva deve essere assicurato sulla rete autostradale il funzionamento di una stazione di servizio ogni 100 km, individuata dai presidenti delle Regioni interessate o da un loro delegato“. Inoltre “per la rete della viabilità ordinaria, urbana ed extraurbana, e in generale per la rete stradale, dovrà essere mantenuto in servizio un numero di stazioni di rifornimento non inferiore al 50\% degli esercizi aperti nei giorni festivi; in questo caso l`individuazione è rimessa al Prefetto“. Da parte sua il Codacons con un esposto ha chiesto a 102 Procure della Repubblica il sequestro dei distributori di benzina self service e di accertare eventuali illeciti legati ai prossimi scioperi dei benzinai. “Gli impianti self service -sostiene il Codacons- non rientrano nelle strutture gestite dal personale dei distributori di benzina e, di conseguenza, non possono essere disattivati dai gestori stessi. In tal caso, infatti, si potrebbe realizzare un boicottaggio vietato dalla legge e una interruzione di pubblico servizio penalmente rilevante“.
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