FACEBOOK: NO COMPENSAZIONE SE GDPR NON ERA IN VIGORE
CODACONS: MISURA ASSURDA E RIDICOLA CHE LEDE I DIRITTI INTERNAZIONALI DEGLI UTENTI. RISARCIMENTI SEMPRE POSSIBILI IN CASO DI VIOLAZIONE PRIVACY
Ridicola e assurda. Così il Codacons boccia senza appello la misura annunciata dai 28 rappresentanti dei Garanti della privacy del nuovo organismo Ue che li raccoglie, secondo cui la compensazione per gli utenti i cui dati personali siano stati violati non è riconosciuta se il Gdpr (ossia il regolamento sulla protezione dati) “non era in vigore al momento in cui è avvenuta la violazione”.
“Si tratta di un orientamento che lede con i diritti internazionalmente riconosciuti agli utenti, e di una regola che non ha alcun valore pratico – spiega il presidente Carlo Rienzi – La violazione della privacy, infatti, produce un danno agli utenti che può essere sempre risarcito nelle opportune sedi, indipendentemente dal fatto che la violazione sia avvenuta prima o dopo l’entrata in vigore del nuovo regolamento”.
“E’ grave che i Garanti per la privacy abbiano voluto privare i cittadini del diritto ad una compensazione, e tutte le vittime dello scandalo Cambridge Analytica, in base alla nuova regola, non avrebbero diritto ad alcun risarcimento – prosegue Rienzi – Al contrario gli utenti che hanno subito la violazione dei propri dati personali da parte di Facebook possono aderire all’azione collettiva lanciata dal Codacons, e ottenere il risarcimento dei danni subiti”.
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