30 Settembre 2018

Facebook nel mirino: non tutela la privacy

esposto del codacons dopo l’ attacco degli hacker che ha coinvolto 90 profili
Il giorno poche l’ attacco hacker che ha compromesso 50 milioni di profili, mentre altri 40 milioni sono stati reimpostati a scopo cautelativo, Facebook ieri ha fornito maggiori dettagli tecnici sull’ accaduto spiegando di avere provveduto a riparare la ‘falla’. Mentre dal Codacons è arrivato l’ annuncio di un ricorso al Garante della Privacy per la mancata tutela degli utenti italiani. «La vulnerabilità è stata il risultato della combinazione di tre bug distinti» ha spiegato Pedro Canahuati, vice presidente Engineering, Security e Privacy del social network che parla di ‘attori esterni’, senza aggiungere altre informazioni. I tre buchi del sistema riguardano la funzione ‘visualizza come’, che consente ad un utente di vedere come appare il proprio profilo all’ esterno; la nuova versione del caricamento video introdotta dalla piattaforma a luglio 2017 che a sua volta ha generato in modo errato un token di accesso con le autorizzazioni dell’ app Facebook per i dispositivi mobili. Un token di accesso è in pratica una chiave digitale che permette di eseguire il log-in di Facebook senza dover reinserire la propria password ogni volta. Rubarlo significa potersi sostituire ad un utente. Gli haker sono quindi stati in grado di passare da un singolo token di accesso ad altri account, facendo così una lunga catena. «Per proteggere gli account delle persone, abbiamo risolto la vulnerabilità – ha ribadito il manager della piattaforma -. Abbiamo anche reimpostato i token di accesso dei quasi 50 milioni di account che sappiamo essere interessati e abbiamo anche preso il provvedimento cautelativo di reimpostare i token di accesso per altri 40 milioni di account. Il Codacons intanto lancia una nuova battaglia legale contro Facebook sulla falla nella sicurezza che avrebbe consentito l’ accesso illecito alle informazioni personali di milioni di utenti in tutto il mondo, Italia compresa. Il presidente Carlo Rienzi ha spiegato che «Non si conosce al momento quanti e quali dati personali siano stati eventualmente trafugati, ma appare in tutta la sua drammatica evidenza la responsabilità di Facebook che, ancora una volta, non ha saputo garantire la sicurezza dei propri utenti». Per questo motivo il Codacons ha deciso di avviare una battaglia legale contro il social network: lunedì presenterà un esposto alle Procure della Repubblica di tutta Italia e al Garante per la privacy affinché indaghino sulla vicenda. Il Codacons sta inoltre studiando la fattibilità di una nuova class action contro l’ azienda per le gravi falle nella sicurezza che non garantiscono adeguata tutela dei dati personali degli utenti e mettono a rischio la privacy dei cittadini. Nuova tegola insomma per Facebook dopo lo scandalo della Cambridge Analytica, quella che si era impossessata in maniera impropria delle informazioni di 87 milioni di utenti Facebook utilizzandole per scopi politici, a favore della campagna di Trump. Ma il colosso dei social media (che conta 2,3 miliardi di utenti) ha dovuto anche affrontare le polemiche per non essere stato in grado di evitare e arginare l’ azione della Russia sulla sua piattaforma volta a fare disinformazione. RIPRODUZIONE RISERVATA Il social network ieri ha spiegato l’ origine dei tre bachi e ha provveduto a reimpostare le funzioni danneggiate.
cinzia arena

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