Facebook: la procura di Roma avvia un’ indagine sul Datagate
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fonte:
- Libertà
Marco Maffettone ROMA Lo scandalo “datagate” arriva in Procura a Roma. I pm di piazzale Clodio hanno, infatti, aperto un fascicolo di indagine, al momento senza indagati o ipotesi di reato, dopo la presentazione da parte del Codacons di un esposto che ha come obiettivo quello di verificare l’ eventuale coinvolgimento di utenti italiani che hanno profili su Facebook nella vicenda che ha coinvolto anche il Ceo del social network, Mark Zuckerberg. L’ indagine è stata affidata dal procuratore capo, Giuseppe Pigna tone all’ aggiunto, Angelo Antonio Raganelli, che ha la delega sui reati informatici e relativi alla privacy. Utilizzo dei dati sensibili e pos sibili interferenze anche in relazione alle scelte politiche: i pm della Procura sono chiamati a verificare se anche per l’ Italia ci siano state società, come nel caso di Cambridge Analytica, che abbiano attinto dallo sterminato bacino di utenti di Fb. Nell’ esposto del Codacons, che è stato depositato in altre 103 procure oltre che al Garante della Privacy, chiede alla magistratura di verificare possibili fattispecie previste dall’ Art. 167 del Codice della Privacy (inerente al Trattamento illecito di dati) e dall’ art. 169 (relativo alle Misure di sicurezza). Il Codacons chiede «lo svolgimento dei necessari e rigorosi accertamenti e verifiche in ordine alle presunte ripercussioni e conseguenze e coinvolgimento degli utenti italiani». Nel suo esposto, dopo avere spiegato i risvolti amministrativi e penali che può avere una violazione della privacy, l’ associazione dei consumatori ha chiesto alle varie procure, «ciascuna per proprio ambito di competenza territoriale, di utilizzare ogni strumento investigativo consentito dalla legge e dal rito allo scopo di predisporre tutti i controlli necessari per accertare se anche sul territorio italiano possano essere stati commessi eventuali reati da Facebook o da società terze legate al social network». Queste le precise parole che sono state utilizzate nell’ esposto. La decisione dei giudici La decisione dei magistrati di piazzale Clodio, a Roma, di avviare vari accertamenti su una vicenda che sta avendo importanti ripercussioni anche sul titolo in borsa di Facebook, potrebbe quindi portare ad una azione di massa da parte degli utenti del colosso web. Questo non stupirebbe, soprattutto in virtù del fatto che lo stesso è accaduto, e sta accadendo negli ultimi giorni, in molti altri Paesi del mondo. Ad annunciarlo è la stessa associazione di consumatori affermando che pubblicherà sul «sito il modulo di costituzione di parte offesa, allo scopo di avviare una azione di massa e tutelare la posizione di oltre 30 milioni di italiani iscritti a Facebook». E nel frattempo, non a caso, è stato dato il via libera alla perquisizione della sede londinese di Cambridge Analytica (CA), la società di consulenza politica, sospettata d’ aver usato a scopo di propaganda dati di 50 milioni di utenti di Facebook acquisiti attraverso un ricercatore. Il giudice Leonard ha autorizzato l’ authority britannica per la protezione dei dati personali a controllare documenti e computer: martedì le motivazioni del verdetto. CA, che come FB nega ogni irregolarità, s’ era detta pronta in udienza a consegnare volontariamente il materiale.
marco maffettone
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