EXPO 2030, ROMA È FUORI, LA PROVA DEL FALLIMENTO DI GUALTIERI
Il Codacons attacca dopo la notizia della sonora sconfitta di Roma, fuori da Expo 2030 con appena 17 voti: invece di adombrare scenari complottistici e ipotesi di corruzione (che eventualmente andrebbero dimostrate nelle sedi opportune), è ora di accorgersi che la Città Eterna versa in condizioni catastrofiche – elemento che ovviamente non incentiva i voti di chi è chiamato a scegliere dove organizzare un evento così rilevante.
Il degrado della Capitale, con il contributo attivo del sindaco Gualtieri che di fronte a questo disastro non ha mai saputo individuare soluzioni, è sotto gli occhi di tutti. Anche, evidentemente, di chi alla fine è stato chiamato a votare. Da questo punto di vista appare ovvia la sconfitta dei presuntuosi governanti della città, ciechi e sordi alle lamentele dei cittadini (alle prese tutti i giorni con l’immondizia, il problema dei dehors, l’assenza di vigili urbani e la condizione spaventosa del traffico, il degrado diffuso e via dicendo).
E allora ben venga che l’Expo 2030 si tenga altrove: in questo modo sarà impossibile nascondere i problemi di Roma dietro l’organizzazione di un grande evento, e sarà necessario prendere coscienza del pessimo stato della città senza scorciatoie e alternative di sorta.
Rimane incomprensibile, di fronte allo sfacelo che ha portato Roma a un così misero risultato in termini di preferenze internazionali, il silenzio assoluto (e più volte denunciato dall’Associazione) della stampa capitolina e nazionale, inspiegabilmente benevola con un sindaco che in tantissimi a Roma considerano evanescente e fantasmatico: speriamo che adesso, di fronte a questo improvviso bagno di realtà, anche i distratti giornalisti di casa nostra si accorgano dell’incuria imperante per le strade della Capitale.
“È andata come doveva andare: Roma, così com’è ora, non ha speranze contro le grandi metropoli internazionali”, dichiara il presidente Carlo Rienzi. “Il degrado della città ha sicuramente influito nel giudizio finale: bisognerebbe parlare di questo e del fallimento di Gualtieri invece di invocare chissà quale scenario di complotto internazionale”, conclude.
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