3 Maggio 2019

Ex popolari, sul fondo rimborsi doppio esame di Bruxelles

via alla conversione in legge. e le domande potrebbero slittare a luglio
VENEZIA Crac ex popolari, scatta il doppio esame europeo sul fondo di indennizzo. Con in più anche lo scoglio delle elezioni europee del 26 maggio e di una conversione in legge che non si annuncia semplice. Adesso c’ è anche il timbro della pubblicazione in Gazzetta ufficiale, per l’ articolo 36 del decreto Crescita, che ha dettato anche la versione finale del Fondo d’ indennizzo da 1,5 miliardi. La questione tempi resta sempre all’ ordine del giorno. Anche per la novità uscita con l’ approvazione in consiglio dei ministri. Ovvero il possibile innalzamento da cento a duecentomila euro del tetto di patrimonio mobiliare al di sotto del quale si potrà accedere al rimborso automatico, se persone fisiche o imprenditori individuali, o si dovrà invece passare, in caso contrario, per la valutazione caso per caso della commissione che dovrà formare il ministero dell’ Economia. La situazione d’ incertezza è stata tradotta, nel testo sulla Gazzetta Ufficiale del 30 aprile, nella conferma del tetto di centomila euro, al fianco del criterio alternativo del reddito Irpef 2018 inferiore a 35 mila euro. Salvo inserire un comma che stabilisce come il valore del patrimonio mobiliare possa esser raddoppiato con un decreto del presidente del consiglio, «previo assenso della Commissione europea». La modifica sarà eventualmente scritta nel primo decreto attuativo, che definirà la domanda di rimborso e istituirà la commissione tecnica oer vagliare le domande. Decreto attuativo prima cartina di tornasole sui tempi, intanto per presentare le domande. «Niente vieta che lo facciano anche subito senza aspettare la legge – dice Franco Conte leader veneto di Codacons -. E tra l’ altro era stata questa la promessa del premier Giuseppe Conte». Pià realistico ovviamente attendersi invece che i decreti attuativi dopo la legge. La trasformazione non si annuncia breve. Non c’ è solo la doppia questione con la Commissione europea, che, oltre al tetto, dovrà valutare la norma nel complesso. «Stiamo guardando il testo e e abbiamo bisogno di tempo per la sua completa analisi», ha detto lunedì un portavoce della Commissione. E poi ci sono i tempi parlamentari. Il cammino per la trasformazione in legge inizia alla Camera, dove il decreto è appena arrivato. C’ è che il fondo di indennizzo è inserite in un decreto complesso di 51 articoli. E gli emendamenti già si annunciano molti. Il parlamentare vicentino di Forza Italia, Pierantonio Zanettin, ad esempio, conferma il suo per sterilizzare i rischi dei risarcimenti agli speculatori. E già le associazioni hanno chiesto incontri con i parlamentari per proporre modifiche. E poi ci sono ancora le elezioni europee del 26 maggio. Vuol dire una settimana di sospensione dei lavori. Insomma, a meno di non veder scattare la fiducia, i sessanta giorni tra Camera e Senato rischiano di servire tutti. Vorrebbe dire andare a fine giugno. E prevedere i decreti attuativi, se già pronti, con i quali scatterebbe la possibilità di presentare le domande di rimborso, a inizio luglio. Con il termine di sei mesi per affrontarle, con gli indennizzi si è già a fine anno. «Il dato reale restano i 75 milioni di euro inseriti come spesa per quest’ anno – Conclude Zanettin -. Bastano quelli per capire che più di tanto nel 2019 non si riuscirà a fare».
federico nicoletti

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