30 Giugno 2017

Ex Popolari, strada in salita per il rimborso degli azionisti

liquidazione coatta, cause sospese. risparmiatori in coda dietro i creditori privilegiati
Stasera i soci delle ex Popolari scenderanno in piazza (dei Signori) a Vicenza per urlare tutta la loro rabbia. «Questo governo ci ha pugnalato alle spalle lasciandoci senza diritti e senza dignità, ha fatto l’ interesse di pochi a discapito di tutti», accusano Noi che credevamo nella Bpvi e Coordinamento Don Torta, anche alla luce del fatto che la liquidazione coatta amministrativa riduce al lumicino le speranze di risarcimento degli azionisti beffati. Perciò i partecipanti alla manifestazione chiederanno la sospensione del decreto, che ieri ha visto però un’ accelerazione nella commissione Finanze della Camera. La procedura prescelta per Banca Popolare di Vicenza e Veneto Banca ha natura concorsuale ed è disciplinata come un fallimento. Di conseguenza «tutti i giudizi in corso (un migliaio, ndr.) sono sospesi», spiega una fonte qualificata all’ Adnkronos, in quanto in base all’ articolo 83 del Testo unico bancario contro gli istituti in liquidazione «non può essere promossa né perseguita alcuna azione». Dunque solo i commissari potranno stabilire se spetta qualcosa agli azionisti, i quali dovranno però mettersi in coda dietro i creditori privilegiati, quali ad esempio dipendenti e fornitori, pronti ad aspettare anche anni. La strada si mette in salita, quindi. E si presenta addirittura sbarrata per chi pensa di rivalersi su Intesa Sanpaolo o confida in un paracadute pubblico. Quanti potrebbero trovarsi in queste condizioni? Difficile dirlo. Di sicuro hanno già rinunciato a qualsiasi contenzioso gli oltre 121.000 soci che avevano aderito all’ Offerta pubblica di transazione promossa da Bpvi e Vb: a Vicenza in 66.700 avevano ricevuto 192,8 milioni e a Montebelluna in 54.374 ne avevano ottenuti 248,5. Ma questi soldi potrebbero essere oggetto di revocatoria, a causa della violazione del principio di parità di trattamento dei creditori. Così c’ è chi mette un punto interrogativo anche sull’ iniziativa di welfare, riservata ai risparmiatori in condizione di disagio, la cui scadenza era appena stata prorogata alla fine di settembre. In ogni caso il conto complessivo si annuncia molto salato: secondo una stima del Codacons, «i 118.994 soci di Bpvi e gli 87.502 di Vb hanno subìto il deprezzamento delle proprie azioni per complessivi 10 miliardi di euro, cui si aggiungono ulteriori perdite negli ultimi anni per quasi 9 miliardi di euro e aumenti di capitale per 6,5 miliardi». È in questo quadro che ieri nella commissione Finanze di Montecitorio si è svolta la discussione generale sul disegno di legge per la conversione del decreto sulla liquidazione delle banche venete. Il presidente Maurizio Bernardo (Ap) ha ribadito che il termine per gli emendamenti resta fissato alle 18 di lunedì, con l’ obiettivo di iniziarne l’ esame fra martedì e mercoledì e di chiudere i lavori entro la settimana, in modo da andare in aula il 10 luglio. Nel frattempo saranno verificate le disponibilità alle audizioni, che dovranno però essere concentrate nella giornata di lunedì. Per questo al M5S è già stato detto che non potrà essere accolta tutta la sua lunga lista di richieste, anche se ci sarà la possibilità di acquisire delle memorie scritte, com’ è stato ipotizzato per il governatore della Banca d’ Italia e il presidente della Consob. Unico veneto a prendere la parola è stato Domenico Menorello (Ci), il quale ha auspicato che vengano sentiti Fabrizio Viola (ex consigliere delegato a Vicenza e ora commissario anche per Montebelluna), il governatore Luca Zaia e i rappresentanti sindacali, «vista la draconiana riduzione di filiali e di posti di lavoro». In un’ intervista a Class Cnbc, il ministro Pier Carlo Padoan ha espresso ottimismo: «Sono fiducioso che il Parlamento voterà questo decreto perché è importante per il Paese indipendentemente dalla posizione politica. Non voglio considerare ha concluso il titolare dell’ Economia il caso in cui il decreto non verrà approvato. In quel caso ci sarà la clausola di rescissione di Intesa Sanpaolo e quindi saremo in una situazione molto difficile». © riproduzione riservata.
angela pederiva

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