12 Ottobre 2017

Ex Popolari: i rimborsi di Intesa dividono i soci

 

LA DIVISIONE La mossa di Banca Intesa – 100 milioni per i soci rovinati dal crollo di Popolare Vicenza e Veneto Banca – ha diviso il fronte delle associazioni dei consumatori, dove fermenta anche la voglia di puntare alle prossime elezioni con un partito. «Bene l’ iniziativa di Intesa, va nella direzione che avevamo chiesto e supera anche la vecchia operazione Welfare – commenta Patrizio Miatello dell’ associazione Ezzelino III da Onara -. Ora tocca al governo: ieri abbiamo avuto un vertice col sottosegretario Pier Paolo Baretta, ci ha assicurato che si impegnerà per varare un fondo per le vittime dei reati bancari. E presto incontreremo i rappresentanti della Commissione d’ inchiesta». «Il gesto di Intesa è l’ ennesima elemosina ai risparmiatori traditi visto che dei circa 260 milioni rimasti dalle opt e dai fondi welfare ne vengono impiegati forse 100 ma attraverso l’ assegnazione di strumenti finanziari che si spera non vadano anch’ essi in default ma che comunque faranno maturare costi di tenuta conto – critica Barbara Puschiasis, presidente di Federconsumatori Friuli Venezia Giulia -. A proposito pare che i risparmiatori delle due banche venete stiano ora ricevendo le nuove condizioni economiche dei rapporti con Intesa, chiaramente riviste al rialzo, dopo che sono state chieste le spese di gestione per conti azzerati oggi impossibili da chiudere. Sarebbe ora che il Governo convocasse un tavolo con tutti gli attori e trovasse una soluzione seria». VOGLIA DI PARTITO «Quello di Intesa è una prima risposta concreta, hanno scoperto quanti 80enni sono implicati… ora devono scoprire quanta gente sta male di salute ed è in emergenza – avverte Franco Conte del Codacons Veneto -. E ci sono da proteggere anche gli obbligazionisti subordinati ai quali sono stati venduti prodotti tossici e i clienti ai quali sono stati erogati fidi per comprare azioni o gli scavalcati». Critico il Movimento Difesa del Cittadino: «Griglie troppo strette per applicare il rimborso, non viene chiarito quali strumenti finanziari verranno assegnati agli azionisti, nulla viene detto sulle cosiddette operazioni baciate per le quali Intesa ha diritto a richiedere l’ integrale restituzione dei finanziamenti erogati per l’ acquisto delle azioni, a fronte di indennizzi che non potranno superare 15.000 euro – avverte l’ avvocato Matteo Moschini – l’ iniziativa di Intesa appare incongrua e assolutamente non in grado di ricostituire un corretto rapporto di fiducia con la clientela». Duri anche quelli di «Noi che credevamo»: «A più di 2 anni dall’ inizio del nostro dramma oggi Banca Intesa, il cannibale che ci ha fagocitati a un euro, propone un altra elemosina, forse, per lavarsi la coscienza. Le associazioni filogovernative cantano vittoria chiedendo briciole di garanzia… per pochi privilegiati … al Governo. Noi che credevamo nella BpVi e in Veneto Banca, continuiamo a ribadire che tutti i risparmiatori sono vittime e, se rimborso deve esserci … ci sia per tutti». «Apprezziamo lo sforzo di Intesa Sanpaolo dichiara Roberto Tascini, Presidente dell’ Adoc ma è solo un primo passo, non risolutivo per migliaia di famiglie, dato che la platea che potrà accedere al fondo è limitata rispetto al totale dei clienti coinvolti». M.Cr. © RIPRODUZIONE RISERVATA.

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