7 settembre 2018

Ex Popolari, il Fisco bastona le imprese

IL CASO VENEZIA Ex Popolari venete, arrivano gli accertamenti del Fisco per chi ha detratto le perdite sulle azioni in portafoglio. L’ ex vice ministro all’ economia veneziano Enrico Zanetti lancia l’ allarme: «Oltre al danno delle azioni dal valore azzerato, c’ è la beffa dei controlli fiscali per chi ha detratto le perdite». Un allarme subito rimbalzato in Parlamento con un’ interrogazione del vice presidente del Copasir Adolfo Urso (Fratelli d’ Italia), mentre il deputato di Forza Italia Pierantonio Zanettin ha depositato una proposta di legge per risolvere il problema. CAOS «Siamo al caos, ci sono giunte sollecitazioni da parte di moltissimi commercialisti – avverte Zanetti – stanno iniziando ad arrivare gli accertamenti fiscali sulle aziende che hanno detratto le perdite sulle partecipazioni in Popolare Vicenza e Veneto Banca. Stiamo parlando di migliaia di imprese, in alcuni casi per importi rilevanti». Zanetti sottolinea: «È necessario che l’ Agenzia delle Entrate modifichi la circolare interpretativa del 2003 rivedendo la sua impostazione peraltro non supportata da nessun dato normativo, quantomeno per il particolarissimo caso delle Popolari venete in liquidazione coatta per legge dal giugno 2017». L’ Agenzia delle Entrate 15 anni fa con una circolare fissò il principio: quando c’ è un concordato la perdita sulle partecipazioni può essere dedotta solo alla fine della procedura. «Ma questa è solo un’ indicazione operativa, la norma non entra nel dettaglio – avverte Zanetti -. Se l’ Agenzia non modificherà la sua impostazione, dovrebbe intervenire il Parlamento». Il deputato veneto di Forza Italia Pierantonio Zanettin nel luglio scorso ha depositato una proposta di legge per rendere deducibili le perdite per tutti gli ex azionisti delle due ex Popolari venete, persone fisiche e imprese, che bloccherebbe gli accertamenti di oggi: «Sono titoli che praticamente valgono zero e che non hanno nessun tipo di mercato ma se anche lo trovassero, l’ operazione verrebbe contestata dal Fisco perché evidentemente fittizia o artificiosa – spiega Zanettin – per questo ho proposto di introdurre una legge per prevedere una misura straordinaria di deducibilità delle minusvalenze prodotte dalla crisi di Veneto Banca e Popolare di Vicenza attraverso il rilascio di apposita certificazione da parte degli intermediari presso cui le azioni ed obbligazioni subordinate sono depositate o trasferite». CERTIFICATO «Il problema è gravissimo e interessa in maniera evidente gli ex azionisti e le imprese delle banche venete, ma anche chi ha investito nelle quattro banche del Centro Italia – dichiara il senatore di Fratelli d’ Italia Adolfo Urso, in passato vice ministro allo Sviluppo economico – ho presentato un’ interrogazione in Commissione finanze a risposta immediata su questo tema dopo essere stato il primo a chiedere in Senato di varare una nuova commissione d’ inchiesta sulle banche. E sto studiando anche un provvedimento per i crediti deteriorati». Chiusura sulle polemiche per il fondo da 100 milioni per i ristori agli ex azionisti: «Sono per attivare subito il fondo, assurdo aspettare. Si fa sempre tempo a rimpolparlo», dice Zanetti. Invece alla Camera si discute già di far slittare il termine per la presentazione del decreto attuativo dal 31 ottobre a fine gennaio 2019 con due emendamenti presentati in commissione dai relatori, entrambi del Movimento 5 Stelle. «La cosa peggiore è che si affaccia un criterio di risarcimento del 30% con tetto di 100.000 euro mentre il testo di decreto pronto sul tavolo del Governo non prevede questi paletti – avverte Franco Conte del Codacons Veneto che ha lanciato un appello alle forse politiche venete -. Ma la cosa peggiore è la conferma dell’ intenzione di affondare il ristoro integrale del danno ingiusto come previsto dalla legge». Maurizio Crema © RIPRODUZIONE RISERVATA.

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