Ex monastero «tetto pericoloso» Diffida al Comune
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fonte:
- Il Giorno
– PAVIA – UNA diffida al Comune. L’ ha inviata il Codacon perché il tetto dell’ ex monastero di San Dalmazio è pericoloso. «Occorre verificare lo stato di conservazione della copertura e che non sia stata danneggiata dagli agenti atmosferici – sostiene l’ associazione che tutela i consumatori -. Gli interventi non sono più rinviabili, è necessario tutelare la salute pubblica ricercando finanziamenti ad hoc senza attendere quelli statali che probabilmente non arriveranno mai». A porsi qualche interrogativo sulla struttura che si trova in pieno centro a Pavia è stato il consigliere comunale della Lega, Matteo Mognaschi che ha effettuato un accesso agli atti. «Dagli uffici comunale – ha detto Mognaschi – ho saputo che per quanto riguarda la copertura della struttura in cui ha sede la Ginnastica Pavese il Comune ha stanziato 99mila euro in modo da eliminare infiltrazioni d’ acqua e piccoli cedimenti. Per quanto riguarda, invece, il lotto A dell’ ex monastero, il progetto è stato inserito nella programmazione triennale delle opere pubbliche. Il progetto, che ha partecipato al bando per “Piano nazionale per la riqualificazione sociale e culturale delle aree urbane degradate”, si è classificato in 283ma posizione su 451 e il ministero ha finanziato solamente i primi 46 progetti. Il restauro della struttura supera i 2 milioni di euro. Soldi che il Comune non ha disposizione». Ma l’ ex monastero si trova in pieno centro, circondato da case, vicino a due scuole e alla struttura frequentata da diversi ragazzi della Ginnastica pavese. «Si devono trovare i soldi per la bonifica dell’ amianto presente sul tetto – ha aggiunto Mognaschi -, è prioritario per la salute pubblica. Sarebbe necessario verificare lo stato di conservazione della copertura, in modo da accertare se non sia stata danneggiata dagli agenti atmosferici. Successivamente si dovrebbe effettuare la bonifica, perché è inaccettabile che un edificio così antico e bello, che si trova a due passi dalla “casa comunale” rimanga abbandonato soprattutto in una città in cui sono carenti gli spazi pubblici». Manuela Marziani.
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