4 Settembre 2020

Ex Ilva: processo; Codacons, ‘contestare reato omicidio’

Dopo morte due persone, parti civili che chiedevano risarcimenti
TARANTO
(ANSA) – TARANTO, 04 SET – Modificare o integrare i capi di imputazione per contestare il reato di omicidio doloso, nella forma del dolo eventuale, o quantomeno di quello punito dall’art.586 del codice penale (morte o lesioni come conseguenza di altro delitto) o dall’omicidio colposo. E’ la richiesta presentata dal Codacons alla Corte d’Assise e alla Procura di Taranto in occasione della ripresa del processo “Ambiente svenduto”, per il presunto disastro ambientale causato dall’ex Ilva, in cui sono imputate 44 persone fisiche e tre società con accuse che riguardano la gestione Riva (1995-2013). L’associazione lo chiede dopo la morte di un uomo e di una donna, che si erano costituiti parte civile chiedendo risarcimenti per i danni subiti a causa delle emissioni inquinanti. “Le lungaggini che stanno caratterizzando il processo – sostiene il Codacons – e gli ostacoli e i ritardi prodotti dalla difesa degli imputati e sanzionati dalla stessa Corte, hanno effetti diretti sui tanti cittadini di Taranto che da anni chiedono giustizia. Alcune parti civili del processo sull’ex Ilva sono addirittura decedute senza veder riconosciute le proprie ragioni, e proprio per questo riteniamo che le accuse verso gli imputati siano in parte superate e, ad oggi, debbano essere aggiornate”. Il Codacons ha inviato anche una istanza al procuratore generale della Corte d’appello di Taranto in cui si chiede di “accelerare le indagini per ostruzionismo al processo, e alla Corte dei Conti della Puglia affinché accerti il danno erariale determinato da udienze inutili”. Il 20 luglio scorso, la presidente della Corte d’Assise Stefania D’Errico dispose l’accertamento medico-fiscale nei confronti di un teste e condannò 4 consulenti della difesa a una sanzione di 500 euro, ritenendo carenti o ingiustificate le motivazioni della loro richiesta di differimento dell’udienza. Nell’ordinanza, D’Errico precisò di aver “riscontrato un intollerabile atteggiamento ostruzionistico delle Difese degli imputati, che ha sostanzialmente reso vano l’impegno profuso per la ripresa dell’attività giudiziaria”. (ANSA).

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