26 Novembre 2019

Ex Ilva, l’ apertura di Conte Invitalia possibile partner

il premier ipotizza un ruolo dell’ agenzia nella gestione dell’ acciaieria
TARANTO. Il premier Giuseppe Conte conferma la possibilità di un ingresso pubblico per la gestione dell’ ex Ilva, magari attraverso Invitalia (non avrebbe gli stessi vincoli che impediscono a Cassa depositi e prestiti di partecipare), di un lavoro sulla zona economica speciale e di contributi con sconti sugli affitti e sulle bonifiche. Sul piano della città, invece, resta in campo il «cantiere Taranto» voluto dal premier per rilanciare la città, dall’ ar senale, fino all’ università. Quel progetto, che vedrà investire società come Terna, potrebbe essere sul tavolo di una riunione del Consiglio dei ministri in programma lunedì prossimo, e nelle intenzioni del governo sarà il volano per la creazione di nuovi posti di lavoro. Ma ora, assicura Conte, serve tempo, perché «ora abbiamo aperto un negoziato ma dovete darci un po’ di tranquillità perché c’ è da valutare vari risvolti». Il punto è che il tempo chiesto dal premier dipenderà dal rinvio o dallo svolgimento dell’ udienza fissata per domani sul ricorso cautelare presentato dai commissari dell’ ex Ilva per fermare l’ addio di ArcelorMittal. Per l’ ex Ilva Stando a quanto risulta alla Gazzetta, se si troveranno le condizioni, e in particolare se il gruppo franco indiano si impegnerà a riprendere l’ attività che aveva iniziato a sospendere o quantomeno la assicurerà sino al responso della magistratura, i legali delle parti in via congiunta potrebbero chiedere una nuova data per dar tempo, nella trattativa a tre in cui si inserisce anche il Governo, di arrivare a un accordo anche a seguito dell’ incontro a Palazzo Chigi di venerdì scorso. A ieri sera, però, non c’ era alcun atto scritto di ArcelorMittal in grado di consentire domani, dopo un confronto davanti al giudice tra le parti, il rinvio di qualche settimana del procedimento sul ricorso cautelare (che stando a fonti giudiziarie sarebbe comunque prima del periodo natalizio). Per i commissari dell’ ex Ilva, comunque, il via libera al rinvio del procedimento potrà arrivare solo se non ci sarà pericolo che ArcelorMittal possa andare avanti nello stop all’ at tività produttiva. E potrà, poi, anche esserci un secondo rinvio della nuova udienza che sarà fissata, se non sarà stato raggiunto ancora un accordo tra le due parti e il Governo per la prosecuzione delle attività, ma se lo stesso accordo sarà in via di definizione senza il blocco della produzione. Un segnale positivo potrebbe essere costituito dal fatto che i legali di ArcelorMittal avevano tempo fino alle 13 di ieri per depositare un atto per rispondere al ricorso cautelare d’ urgenza dei commissari e lo hanno fatto spirare senza produrre alcunché. Mittal lo scorso 5 novembre ha depositato un atto di citazione (con udienza fissata per il prossimo 6 maggio) per chiedere ai giudici del tribunale di Milano di dichiarare il recesso dal contratto di affitto dell’ ex Ilva. Il premier Conte aveva posto come condizione per il riavvio delle trattative, il ritiro dell’ atto di recesso ma a quanto pare ArcelorMittal materialmente non è andata oltre le dichiarazioni di intenti. Il presidente della sezione specializzata in materie dell’ imprese del tribunale di Milano Claudio Marangoni ha ieri disposto con proprio provvedimento che l’ udienza di domani si svolga in un’ aula più capiente per consentire a chi voglia di potervi assistere, dando insomma per scontato che l’ udienza si svolga, salvo poi rinvii concordati durante la stessa. Nel frattempo venerdì scorso i pm milanesi, che indagano sul fronte penale per i reati di distrazione di beni del fallimento Ilva, aggiotaggio informativo e omessa dichiarazione dei redditi, hanno depositato al presidente della sezione imprese Claudio Marangoni il loro atto di intervento nel procedimento civile. La Procura, associandosi al ricorso dei commissari dell’ ex Ilva e riportando una serie di testimonianze di manager anche di Mittal raccolte nei giorni scorsi, ha chiesto al giudice una «pronuncia» che imponga al gruppo franco indiano «di astenersi dalla fermata degli impianti e di adempiere fedelmente e in buona fede alle obbligazioni assunte», ossia di rispettare il contratto d’ affitto. Nel procedimento civile si sono costituiti il Comune di Taranto, la Regione Puglia e da ieri anche il Codacons. EX ILVA Il presidente del Consiglio Giuseppe Conte in un recente incontro con le istituzioni regionali e tarantine.

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