29 Aprile 2026

EX ILVA: INCREDIBILE GAFFE DEI DIFENSORI DEGLI IMPUTATI NEL PROCESSO IN CORSO A POTENZA

 

SCAMBIANO CODACONS PER SOGGETTO POLITICO ALLA RICERCA DI VOTI E NE CHIEDONO L’ESCLUSIONE DAL PROCESSO

Incredibile gaffe dei difensori (tra gli altri) della famiglia Riva nel processo “Ambiente svenduto” in corso a Potenza. Il caso viene reso noto oggi dal Codacons, che rende pubblico un passaggio di una memoria depositata dai legali degli imputati con cui si chiede l’esclusione dell’associazione, che è parte civile nel processo.
Nello specifico i difensori, tra le motivazioni alla base della loro richiesta di esclusione, accusano il Codacons di aver utilizzato il caso Ilva “per cercare di riprendere consenso e visibilità sul piano del panorama politico nazionale” – si legge nella memoria.
I difensori, in una frase di poche parole, sono riusciti nell’incredibile impresa di commettere ben due errori – svela oggi il Codacons – In primo luogo i legali scambiano l’associazione per un partito politico alla ricerca di voti e consensi elettorali, mentre come noto il Codacons è riconosciuto dalla legge italiana come ente ambientalista e a tutela degli utenti e dei consumatori, e non rappresenta un soggetto politico.
Il secondo errore commesso dai legali degli imputati è forse ancora più grave del primo, perché fa riferimento alla volontà di “riprendere” un consenso politico che in realtà il Codacons, non avendo mai avuto, non ha nemmeno perso!
Gli avvocati degli imputati non sanno più a cosa aggrapparsi, sarà per i 675mila euro che abbiamo fatto sequestrare a Riva, oppure perché la nostra presenza forse reca nocumento alla loro attività difensiva – commenta l’associazione – Oggi apprendiamo con sgomento di ciò che sono stati capaci di mettere nero su bianco, ovvero che il Codacons, associazione che tutela da 40 anni l’ambiente, non sarebbe legittimata a essere parte civile in un processo ove gli imputati sono accusati di aver inquinato, proprio l’ambiente, per quasi 20 anni.
Una richiesta quella dei difensori degli imputati talmente “disperata” da non tener presente che l’associazione, fin dalle prime fasi della vicenda Ilva, si è attivata per difendere la salute dei cittadini e l’ambiente di Taranto, rappresentando le famiglie dei soggetti deceduti a causa dell’inquinamento prodotto dall’acciaieria, esattamente come previsto dagli scopi statutari dell’associazione e come riconosciuto al Codacons dalla legge italiana.
Per tali motivi l’associazione sta anche valutando una querela nei confronti dei legali degli imputati per le gravi e offensive affermazioni contenute nella memoria difensiva depositata a Potenza.

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