12 Marzo 2021

Ex Ilva di Taranto, dal Consiglio di Stato stop alla sentenza del Tar: la produzione può continuare

 

Taranto – Il Consiglio di Stato-Quarta Sezione, in attesa dell’udienza di merito del 13 maggio prossimo, ha accolto la richiesta di sospensiva presentata da ArcelorMittal e Ilva in As contro la chiusura dell’area a caldo dello stabilimento siderurgico di Taranto. Sono stati così congelati gli effetti della sentenza del Tar di Lecce che aveva imposto ai ricorrenti di dar seguito all’ordinanza sulle emissioni del sindaco di Taranto Rinaldo Melucci e di procedere entro 60 giorni dalla notifica, cioè entro il 14 aprile, alla fermata degli impianti.

L’attività produttiva dello stabilimento può dunque proseguire regolarmente.

Re David (Fiom): “Bene la sospensiva, riprenda subito il confronto”
”Il provvedimento del Consiglio di Stato che accoglie la sospensiva sulla chiusura dell’area a caldo consente di riportare nell’ambito delle decisioni del Governo la prospettiva dello stabilimento di Taranto e di tutto il gruppo ArcelorMittal, in attesa del pronunciamento di merito che avverrà il 13 maggio”. Lo dichiarano in una nota congiunta Francesca Re David, segretaria generale Fiom-Cgil e Gianni Venturi, segretario nazionale Fiom-Cgil e responsabile siderurgia Per questo, a maggior ragione, dicono, “occorre completare la transizione degli assetti societari con l’ingresso di Invitalia e la possibilità di utilizzare le risorse del coinvestimento. Inoltre, è necessario aprire immediatamente il confronto sul piano industriale e sul rapporto dello stesso con le scelte e le decisioni sul Recovery Fund per costruire da subito le condizioni per una produzione ambientalmente sostenibile dell’acciaio a Taranto e nell’insieme della siderurgia, attraverso una accelerazione degli investimenti sulle migliori tecnologie disponibili e contemporaneamente con una ripresa degli interventi di manutenzione ordinaria e straordinaria degli impianti”. Condizioni, ricorda la Fiom, che devono prevedere un vincolo occupazionale per tutti i lavoratori del gruppo, compresi quelli in amministrazione straordinaria. “Tanto più – concludono – in ragione di una congiuntura economica che vede, su scala globale, una crescita sensibile della domanda e che segnala già adesso problemi di approvvigionamento in settori fondamentali come l’automotive e l’elettrodomestico”.

Palombella (Uilm): “Ora non ci sono più alibi per l’azienda e per il Governo”
Rocco Palombella, segretario generale Uilm, afferma: “Ora non ci sono più alibi per l’azienda e per il Governo. Dopo la decisione del Consiglio di Stato si deve dare seguito all’accordo del 10 dicembre con l’ingresso di Invitalia nel capitale societario di ArcelorMittal. Non è più rinviabile la realizzazione di un progetto industriale che metta al centro la transizione ecologica, il risanamento ambientale e la piena salvaguardia occupazionale. Non possiamo attendere ulteriormente, il Governo deve intervenire adesso per evitare una condizione irreversibile che farebbe diventare l’ex Ilva una polveriera sociale”. “In questi mesi – esorta il leader Uilm – abbiamo registrato un drammatico peggioramento delle condizioni dei lavoratori diretti, dell’indotto e di Ilva As. Purtroppo il ritardo accumulato per l’ingresso dello Stato per la costituzione della nuova società ha provocato il blocco degli investimenti ambientali e delle manutenzioni con il conseguente aumento del rischio di gravi incidenti”. Anche gli impegni assunti dal ministro dello Sviluppo economico Giancarlo Giorgetti lo scorso 19 febbraio “non hanno prodotto alcun risultato – conclude – non c’è più tempo da perdere per dare un futuro ecosostenibile alla più grande acciaieria europea, salvaguardando l’ambiente, la salute e tutti i posti di lavoro”.

Il Codacons: “La decisione del Consiglio di Stato non tutela la salute”
“La decisione odierna del Consiglio di Stato non tutela la salute pubblica e ancora una volta mette gli interessi economici privati davanti alle esigenze dei cittadini di Taranto”. Si esprime così il Codacons sul Consiglio di Stato che oggi ha accettato la richiesta di sospensiva di ArcelorMittal contro la sentenza del Tar Lecce sulla chiusura dell’area a caldo. Il Codacons ha chiesto il mantenimento della sentenza del Tar. Per il Codacons, “è assolutamente paradossale che nello stesso giorno in cui il Consiglio d’Europa condanna severamente il comportamento dell’Italia sul caso dell’ex Ilva e la mancanza totale di interventi per difendere la salute dei cittadini, i giudici del Consiglio di Stato mettano le possibili perdite economiche degli indiani davanti a tutto il resto, annullando la decisione del Tar”. “Ci auguriamo – conclude il Codacons – che nell’udienza di merito del 13 maggio prossimo il Consiglio di Stato si ravveda, riconoscendo l’importanza della salute pubblica rispetto al profitto dei privati”.

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