31 Maggio 2021

EX ILVA: CORTE D’ASSISE CONFISCA AREA A CALDO. ORA CODACONS CHIEDE A PROCURA DI APRIRE NUOVA INDAGINE SU EMISSIONI TOSSICHE ATTUALI

PRESENTATO OGGI NUOVO ESPOSTO IN PROCURA CONTRO VERTICI DI ARCELORMITTAL E INVITALIA

INDAGARE PER I POSSIBILI REATI DI DISASTRO COLPOSO, CONCORSO IN LESIONI E OMICIDIO COLPOSO E DISPORRE SEQUESTRO DELL’ACCIAIERIA

Con la sentenza emessa oggi la Corte d’Assise di Taranto ha deciso la confisca dell’area a caldo degli impianti ex Ilva, una decisione rivoluzionaria per il Codacons che supera il procedimento pendente dinanzi al Consiglio di Stato e porta l’associazione a chiedere di dare seguito alla decisione odierna entro e non oltre 48 ore.
E sulle emissioni nocive degli impianti ex Ilva deve essere aperta ora una nuova indagine. A chiederlo il Codacons, che deposita oggi un nuovo esposto alla Procura dove si chiede di indagare sull’inquinamento attuale di Taranto accertato dalle varie analisi condotte sul territorio.
L’esposto dell’associazione chiama in causa direttamente l’Ad di Arcelormittal (Lucia Morselli), i vertici di Invitalia (Andrea Viero, Domenico Arcuri, Paola Ciannavei, Stefania Covello, Sergio Maccagnani) e l’ex Ministro Carlo Calenda, soggetti contro i quali si chiede di procedere per i possibili reati di concorso in lesioni, disastro colposo e omicidio colposo.
La sentenza della Corte d’Assise non pone fine a gravissimi reati che tuttora vengono commessi a Taranto, dove i cittadini sono costretti a chiudersi in casa nelle giornate di vento e dove le concentrazioni di veleni cancerogeni nell’aria e nella terra, dalla diossina al Pm10 al benzopirene, sono ancora troppo elevati – spiega il Codacons – Crediamo che oltre ai Riva, debbano essere puniti i responsabili dell’inquinamento attuale della città che mette a rischio la salute pubblica e provoca morte e malattie, essendo ormai certe le emissioni tossiche di sostanze cancerogene che proseguono per l’ostinato rifiuto di coprire i camini con i filtri a tessuto, grazie alla complicità dei ministri dell’ambiente e dello sviluppo economico che si sono succeduti negli ultimi anni (Gianluca Galletti, Sergio Costa, Roberto Cingolani, Giancarlo Giorgetti, Stefano Patuanelli, Luigi Di Maio e Carlo Calenda).
Nell’esposto presentato oggi l’associazione chiede anche alla Procura di dare esecuzione entro 48 ore alla decisione della Corte d’Assiste relativamente alla confisca dell’area a caldo, indipendentemente dalla decisione che sarà presa dal Consiglio di Stato e che potrebbe basarsi su meri cavilli legali sufficienti ad inficiare l’ordinanza del sindaco di Taranto.

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