23 Giugno 2021

EX ILVA: CONSIGLIO DI STATO INDICA AL COMUNE DI TARANTO STRADA DA SEGUIRE PER BLOCCARE MORTI E SOSTANZE TOSSICHE

 

CODACONS CHIEDE AL SINDACO MELUCCI UNA IMMEDIATA ISTRUTTORIA SU DECESSI E DANNI PROVOCATI DA IMPIANTI NEGLI UTIMI MESI E LO DIFFIDA AD EMETTERE UNA NUOVA ORDINANZA

Il Consiglio di Stato ha rilevato nella sua sentenza come l’istruttoria alla base dell’ordinanza del Sindaco di Taranto oggetto di ricorso sia risultata carente, ma ha al tempo stesso salvaguardato il potere di intervento in materia di salute pubblica da parte dei sindaci. Per tale motivo il Codacons notificherà domani stesso una diffida urgente al Comune di Taranto chiedendo di svolgere una nuova istruttoria su tutti gli eventi che negli ultimi mesi si sono registrati in città e che hanno prodotto danni sul fronte sanitario e ambientale, nonché decessi riconducibili all’inquinamento dell’aria connessi all’attività dell’acciaieria, allo scopo di emettere una nuova ordinanza, stavolta suffragata da adeguata istruttoria, che ordini la chiusura dell’area a caldo dell’industria siderurgica.
L’importante giudizio possibilistico emesso oggi dal Consiglio di Stato consente ora una nuova ordinanza e lascia spazio a provvedimenti adeguati e ben motivati volti a prevenire ulteriori danni per i cittadini e decessi e malattie legate all’inquinamento – aggiunge il Codacons.
Si legge infatti nelle motivazioni della sentenza:
si evince che il provvedimento risulta emesso senza che vi sia stata un’univoca individuazione delle cause del potenziale pericolo e senza che sia risultata acclarata sufficientemente la probabilità della loro ripetizione. […] Le carenze istruttorie evidenziate non possono essere colmate neppure attraverso il riferimento al principio di precauzione […] Facendo applicazione di questi principi al caso di specie, è conseguenziale rilevare come sia mancata una previa valutazione scientifica del rischio direttamente riconnesso agli eventi emissivi di cui si teme la ripetizione. Alla luce delle motivazioni sinora articolate, il potere di ordinanza non risulta suffragato da un’adeguata istruttoria e risulta, al contempo, viziato da intrinseca contraddittorietà e difetto di motivazione”.

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