22 Aprile 2021

Ex Ilva: Codacons, ricorso Cedu per spegnimento area a caldo

TARANTO
(ANSA) – TARANTO, 22 APR – “Con un ricorso alla Corte Europea dei diritti dell’uomo i cittadini di Taranto e le vittime dell’ex Ilva hanno chiesto ai giudici di annullare l’ordinanza del Consiglio di Stato che ha sospeso lo spegnimento dell’area a caldo”. Lo sottolinea in una nota il Codacons, che assiste legalmente le famiglie tarantine e che ha presentato una nuova istanza allo stesso Consiglio di Stato chiedendo la revoca dell’ordinanza che ha accolto l’istanza di ArcelorMittal e Ilva in As, sospendendo gli effetti della sentenza del Tar di Lecce del 13 febbraio scorso. Sentenza che impone la fermata dell’area a caldo dello stabilimento siderurgico di Taranto, ora Acciaierie d’Italia, in ottemperanza all’ordinanza sulle emissioni del sindaco Rinaldo Melucci. L’udienza di merito è prevista per il 13 maggio. “In attesa della pronuncia della Corte Europea, abbiamo chiesto al Consiglio di Stato – spiega il Codacons – di revocare l’ordinanza sulla sospensione dell’area a caldo, perché basata su presupposti errati. Nel suo ricorso contro la decisione del Tar Lecce ArcelorMittal ha infatti paventato che, in caso di mancata concessione della sospensiva, lo spegnimento dell’area a caldo avrebbe avuto un effetto catastrofico facendo rischiare la distruzione della fabbrica in maniera irreversibile. Questa è stata la ragione principale che ha indotto il Consiglio di Stato ad accogliere il ricorso”. Secondo il Codacons, “si tratta di una tesi smentita dalla stessa ArcelorMittal quando, nel corso del procedimento dinanzi al Tribunale di Milano relativo al recesso dal contratto per l’affitto degli stabilimenti presentato dalla multinazionale dell’acciaio, dichiarò l’esatto contrario circa i rischi di danni agli impianti derivanti dallo spegnimento dell’area a caldo”. (ANSA).

Previous Next
Close
Test Caption
Test Description goes like this
WordPress Lightbox