14 Aprile 2016

Ex consiglieri “mercenari” La Regione presenta il conto

Ex consiglieri “mercenari” La Regione presenta il conto
l’ avvocato: dopo lo scandalo risparmi per 2,5 milioni l’ anno

Gli ex consiglieri regionali travolti da scontrini e rimborsi spese? Mercenari. Forzando un po’ il concetto la Regione, presentando il conto ai 23 inquilini di Palazzo Lascaris finiti a processo per peculato, ha rispolverato una citazione colta e datata: «Servire il Paese è un privilegio pari al dovere. La mercede è per i mercenari, non per i patrioti». Era il 29 giugno 1861 e il Senato sabaudo decideva a maggioranza di respingere la proposta di pagare i viaggi in treno ai parlamentari. All’ avvocato della Regione, Alessandro Mattioda, è tornata utile per segnare il cambio d’ epoca. Cinque «ribelli» Immagine evocativa, se risuona in un’ aula nella quale da oltre un anno si parla di solarium, tosaerba, biancheria intima, benzina, multe, biglietti dello stadio, teatri, cene, vacanze, profumi, videogiochi, champagne acquistati a spese dei contribuenti. Mattioda ha buon gioco nell’ edificare parallelismi storici, accostare l’ afflato dei tempi andati e le miserie del presente per poi passare alla cassa. E dunque, i cinque imputati che non hanno voluto restituire le spese contestate potrebbero dover risarcire 40 mila euro a testa. Michele Giovine, Angiolino Mastrullo, Rosanna Valle, Massimiliano Motta e Angelo Burzi finora non si sono piegati, a differenza dei colleghi, che hanno restituito tutto. Nei forzieri della Regione è così rientrato circa un milione, sotto forma di assegni circolari. Sono rimasti bloccati per anni: conflitto d’ interesse. Già, la giunta che avrebbe dovuto votare era la stessa il cui presidente – Roberto Cota – era a processo. Quella nuova, guidata da Chiamparino – pur con tre assessori indagati, ma poi assolti – ha chiuso la pratica. Restano i cinque riottosi. Uno è Michele Giovine, l’ ex consigliere dei Pensionati già condannato per le firme che causarono la caduta della giunta Cota. Per lui la procura ha chiesto 4 anni e 4 mesi, il massimo. «Roba che nemmeno Fiorito», ha commentato il suo avvocato, Giovanni Nigra, alludendo al Batman laziale, capogruppo del Pdl in Regione, condannato a 3 anni e 4 mesi con l’ accusa di aver distratto 800 mila euro spostandoli sui propri conti bancari. «Non c’ è peculato perché i gruppi sono associazioni politiche di natura privata», la tesi del legale. «E Giovine non si è arricchito: ha speso in buona fede nell’ interesse del gruppo e del partito. Non aveva nessuna fattura falsa, non ha raccontato bugie. In cinque anni non si è fatto pagare né un gettone di presenza né un viaggio né una missione, tutte cose cui aveva diritto per legge e che tutti gli altri hanno invece percepito». L’ effetto dell’ inchiesta Decideranno i giudici, ma resta ammaccata la reputazione della classe politica piemontese, «da sempre espressione di sobrietà», spiega Mattioda. Ecco perché la Regione è presente in questo processo. Già, ma chi se non l’ ente stesso, tramite i suoi dipendenti, doveva vigilare sulle spese dei consiglieri? Molti avvocati difensori solleveranno l’ obiezione: c’ erano prassi in vigore da anni, e a quelle tutti si adeguavano. «È falso – mette le mani avanti Mattioda -. Era un sistema autoreferenziale che non consentiva un controllo reale da parte dei funzionari regionali». Tesi già sostenuta dalla procura che, anzi, ha avuto buon gioco nel mettere a confronto la scrupolosità dei funzionari che verificavano le spese della giunta e le maglie larghe dei gruppi regionali, il cui personale era di nomina politica. E comunque, non appena si è voluto mettere un po’ d’ ordine in Consiglio regionale l’ effetto è stato immediato: due milioni e mezzo di risparmi l’ anno. In definitiva, poi, c’ era bisogno di regole ferree o bastava un po’ di buonsenso? «Io sono un dipendente della Regione», affonda Mattioda, «e sono tenuto a presentarmi al lavoro vestito decorosamente, ma non mi sogno di farmi rimborsare gli abiti che indosso». L’ avvocato Tiziana Sorriento, per il Codacons, ha chiesto un risarcimento di 70 mila euro. BY NC ND ALCUNI DIRITTI RISERVATI.
andrea rossi

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