16 Giugno 2016

Ex Carichieti, 41 clienti al contrattacco

Ex Carichieti, 41 clienti al contrattacco ricorso codacons alla camera di commercio. un alto funzionario di polizia e un consigliere della fondazione tra i beffati

di Lorenzo Colantonio wCHIETI Da un alto funzionario di polizia, che ha investito 180 mila euro, a un consigliere della Fondazione Carichieti che di euro ne ha persi 100mila. In totale sono 41 i clienti beffati dall’ ex Carichieti che hanno deciso di imboccare una nuova strada per essere risarciti di una cifra complessiva di 2 milioni di euro. Sono i primi a farlo in Italia dribblando, in un solo colpo, giustizia ordinaria e decreto del governo Renzi, tempi biblici e promesse non mantenute. La settimana scorsa, davanti alla Camera di Commercio di Chieti, il Codacons Abruzzo ha presentato le 41 richieste di mediazione con le quali sono stati chiamati in causa l’ ex Carichieti, che sta per essere messa in liquidazione, e la Nuova Carichieti. Il Codacons, utilizzando una finestra che, dal 5 al 10 giugno, concedeva mediazioni gratuite, cioè senza alcuna spesa per ricorsi fino a 50 mila euro, ha invitato l’ ex banca, rappresentata dall’ avvocato romano Massimo Bigerna, e l’ attuale, amministrata da Salvatore Immordino, ad accordarsi con il gruppo di clienti che si ritrovarono ad acquistare le “obbligazioni subordinate”, famigerate perché la decisione del governo del 22 novembre scorso le ha azzerate insieme ai risparmi e ai sacrifici di una vita di 728 famiglie abruzzesi. Tra queste, 41 non ci stanno. Sono clienti che hanno investito da un minimo di 30mila euro fino a 180 mila euro. Alcuni di loro sono personaggi noti, come il funzionario di polizia oppure un imprenditore del settore idraulico. Altri sono meno conosciuti ma comunque scottati e beffati. Trattamenti di fine rapporto, risparmi guadagnati con decenni di duro lavoro, soldi messi da parte per affrontare le spese di un futuro matrimonio, risarcimenti per la perdita di un caro, tutto azzerato. Per i clienti della Carichieti è come se il tempo si fosse fermato a quel giorno e alle promesse del governo di risarcire integralmente le perdite subite. L’ obiettivo dell’ associazione dei consumatori è quello di far riottenere l’ integrale risarcimento delle perdite subite e, se possibile anche le cedole maturate e a scadere. Carichieti ed ex Carichieti possono accettare oppure no la mediazione, accordandosi anche sul quantum da restituire. Oppure no, ma in questo caso possono incorrere nel rischio della fuga dei 41 clienti, per loro stessa ammissione, verso altri istituti bancari. Il verdetto si conoscerà tra il 18 e il 22 luglio prossimi. Nel corso di questi mesi siamo passati dai proclami pubblici del presidente Renzi alla trasmissione di Barbara D’ Urso a fine marzo di risarcire tutto a tutti, alle notizie di stampa di aprile in cui il tutto a tutti era diventato tutto a quelli che avevano investito fino al 1 agosto 2013, al decreto legge numero 59 del 29 aprile 2016, pubblicato sulla gazzetta ufficiale del 3 maggio, in cui l’ indennizzo è diventato fino all’ 80% della somma investita, in presenza di determinate condizioni di reddito o di patrimonio mobiliare, a quelli che hanno investito fino al mese di giugno 2014. «Ma il commissario europeo ai servizi finanziari Jonathan Hill ha detto a più riprese che le obbligazioni subordinate mai e poi mai dovevano essere messe sul mercato retail e vendute ai piccoli risparmiatori», dichiara l’ avvocato Vittorio Ruggieri, vice coordinatore regionale del Codacons Abruzzo, «per questa ragione abbiamo promosso le 41 mediazioni davanti alla Camera di Commercio di Chieti in maniera tale da utilizzare questo strumento, previsto come passaggio obbligatorio nelle cause di diritto bancario per ricorrere al giudice, per far ottenere ai poveri risparmiatori malcapitati il ristoro di tutte le perdite subite». «Tra l’ altro con le mediazioni la Nuova Carichieti, che prosegue nella gestione dei beni e dei rapporti giuridici della Cassa di Risparmio della Provincia di Chieti e quindi anche nella gestione dei contratti per le obbligazioni subordinate, ha la possibilità di fidelizzare i propri clienti scontenti, salvando la faccia ed evitando che i risparmiatori portino via tutti i loro risparmi dalla banca. Con le mediazioni», continua il legale, « la banca avrà la possibilità di sedersi attorno ad un tavolo con i propri clienti scontenti, ascoltarne le ragioni, valutare la fondatezza delle stesse e restituire integralmente quanto questi hanno perso, prescindendo dai provvedimenti governativi che sanno davvero di palliativo», conclude Ruggieri.

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