15 Novembre 2021

EVVIVA, STIAMO USCENDO DAL MEDIOEVO: DA OGGI SI POTRANNO SCARICARE VIA WEB 14 CERTIFICATI, SENZA PRESENTARSI ALL’ANAGRAFE E PAGARE IL BOLLO

Il primo click «in anteprima» è toccato al Capo dello Stato che ha potuto così scaricare gratis dal suo pc il primo certificato anagrafico digitale. Da oggi saranno invece oltre 66 milioni e mezzo (compresi i 5,75 milioni residenti all’estero) gli italiani che potranno accedere all’Anagrafe Nazionale della Popolazione Residente (Anpr).

Diventa infatti attivo un nuovo servizio che consente a tutti di ottenere i certificati anagrafici online in maniera autonoma e gratuita, senza dover pagare il bollo da 16 euro chiesto finora dai Comuni per rilasciare molti dei documenti richiesti. Un primo passo. «Oggi si raccolgono i frutti di anni di lavoro, nel segno della digitalizzazione e della semplificazione. Ma questo non è il punto di arrivo – assicura il ministro della Pubblica amministrazione Renato Brunetta – è l’inizio di una rivoluzione».

Mentre il titolare dell’Innovazione Vittorio Colao spiega che questa «è la prima di una serie di innovazioni tecnologiche che la Pa implementerà per migliorare la vita di tutti», il ministro dell’Interno Luciana Lamorgese guarda invece all’alleggerimento dell’impegno delle amministrazioni comunali. «Garantisco – ha dichiarato – che il ministero e tutti gli attori istituzionali si impegneranno sempre di più perché sia facilitato il rapporto tra Pa e cittadini».
In tutto sono 14 i certificati anagrafici che vengono resi disponibili da oggi, e che possono essere richiesti anche per un componente della propria famiglia senza bisogno di recarsi allo sportello: si va dal certificato di nascita a quello di matrimonio, dallo Stato civile sino ai certificati di unione civile ed al contratto di Convivenza. I documenti potranno essere rilasciati anche in forma contestuale (ad esempio cittadinanza, esistenza in vita e residenza in un unico certificato).
Per ottenerli bisognerà accedere alla piattaforma www.anagrafenazionale.gov.it muniti dell’identità digitale Spid, di carta d’identità elettronica (Cie) o di Carta nazionale servizi (Cns). Grazie ad Anpr – spiega una nota congiunta di Innovazione Tecnologica, Interni e Sogei – le amministrazioni italiane (dalle Entrate all’Inps, alla Motorizzazione civile) avranno a disposizione un punto di riferimento unico dal quale poter reperire informazioni certe e sicure per poter erogare servizi integrati e più efficienti per i cittadini.
L’Anpr permette infatti ai dati di dialogare, evitando duplicazioni di documenti, garantendo maggiore certezza del dato anagrafico e tutelando i dati dei cittadini. Per la Pa significa guadagnare in efficienza e ottimizzare le risorse, per i cittadini invece vuol dire accedere a servizi sempre più semplici e costantemente aggiornati, ma anche risparmiare tempo e risorse.
Per Assoutenti quella che scatta oggi è «una vera rivoluzione», ma purtroppo «sono ancora moltissimi i cittadini che non dispongono di una identità digitale e che quindi sono esclusi da una serie di servizi per i quali è indispensabile lo Spid. Questo perché la procedura per ottenerlo è macchinosa, soprattutto per gli anziani».

Il dito nella piaga, però, lo mette il Codacons secondo il quale lo Spid «deve essere gratis per tutti, specie per venire incontro alle fasce più deboli». È un invito ad intervenire sulle Poste che da novembre chiede 12 euro per il servizio di identificazione allo sportello che prima invece era gratis.
I 14 DOCUMENTI DA SCARICARE DA CASA

Il nuovo servizio dell’Anpr del Ministero dell’Interno permette di scaricare 14 diversi certificati anagrafici, sia per proprio conto che per un componente della propria famiglia. In particolare si tratta del certificato Anagrafico di nascita, di quello di Matrimonio, e quindi Cittadinanza, Esistenza in vita, Residenza, Residenza Aire, Stato civile, Stato di famiglia, Stato di famiglia e Stato civile, Residenza in convivenza, Stato di famiglia Aire, Stato di famiglia con rapporti di parentela, Stato Libero, Anagrafico di Unione Civile e Contratto di Convivenza.
I certificati potranno essere rilasciati anche in forma contestuale (ad esempio cittadinanza, esistenza in vita e residenza potranno essere richiesti in un unico certificato) e saranno disponibili in modalità multilingua per i comuni con plurilinguismo. Il servizio, inoltre, consente la visione dell’anteprima del documento per verificare la correttezza dei dati e di poterlo scaricare in formato pdf o riceverlo via mail.

ABOLITO PER TUTTO IL 2022 IL BOLLO DA 16 EURO

Uno dei vantaggi dei nuovi certificati elettronici scaricati dall’Anagrafe nazionale è che non si deve pagare il bollo di 16 euro che con le vecchie norme andava versato per tutti i certificati destinati ad una infinità di utilizzi, dalle pratiche bancarie e finanziarie (mutuo, finanziamento, apertura conto, dichiarazione eredi, ecc.) alle Poste (dichiarazione eredi, bancoposta), alle pratiche di notai (rogito, successione), parroci (es. per matrimonio), avvocati (escluso divorzio, separazione, adozione e notifiche), scuole private, master universitari, ecc.

Già in precedenza la marca da bollo non si applicava ai certificati richiesti per associazioni sportive, pratiche di separazione e divorzio, adozioni, ricorsi in materia di lavoro, alcune cause in tribunale, amministratori di sostegno, enti e associazioni assistenziali e candidati alle elezioni. La cancellazione del bollo, già prevista dal Dl Semplificazioni con la legge di Bilancio viene prorogata sino a tutto il 2022.

IN RETE I DATI DI 66 MILIONI DI ITALIANI

Ad oggi, l’Anpr raccoglie i dati del 98% della popolazione italiana con 7.810 comuni già subentrati in base ai dati aggiornarti a sabato 13, altri 32 con una data già pianificata e quindi in via di subentro e 61 non collegati. L’Anagrafe nazionale include sia l’Anagrafe degli italiani residenti all’estero (Aire), pari a 5,75 milioni di persone, sia tutti i dati delle anagrafi comunali collegate (60.827.96760 di residenti in Italia) per un totale di 66.586.049 persone. Solo 8 Regioni sono presenti col 100% dei loro comuni: sono Valle d’Aosta, Piemonte, Emilia Romagna, Marche, Umbria, Abruzzo,Molise e Sardegna.

In Campania (96.73% di copertura) all’appello mancano invece 18 comuni, compreso l’unico capoluogo di provincia non collegato all’Anpr (Avellino, 54 mila abitanti), in Basilicata (90,84%) ne mancano invece 12, 26 in Calabria (93,56%), 7 in Trentino Alto Adige e 10 ciascuno nel Lazio (97.35%) ed in Sicilia (97,44% di copertura). —

Come per tutti gli altri servizi digitali della pubblica amministrazione sono tre le vie di accesso all’Anagrafe Nazionale della Popolazione Residente. Si può infatti utilizzare la Carta d’Identità Elettronica (CIE), rilasciata dal Comune di appartenenza (per ulteriori informazioni consultare il sito https://www.cartaidentita.interno.gov.it); si può utilizzare una Smartcard che risponda ai requisiti della Carta Nazionale dei Servizi (CNS), come ad esempio la Tessera sanitaria, installando l’apposito lettore; ma soprattutto si può utilizzare lo Spid.

Il Sistema Pubblico di Identità Digitale è il sistema di accesso che consente di utilizzare con un’identità digitale unica tutti i servizi online della Pubblica amministrazione e dei privati accreditati. Si tratta dei sistema oggi più diffuso: questo mese, infatti, lo Spid ha raggiunto i 26 milioni di identità attive (contro i 13,4 milioni di 12 mesi prima).

Previous Next
Close
Test Caption
Test Description goes like this
WordPress Lightbox