25 Giugno 2021

“Eventi emissivi si ripetono serve una nuova ordinanza”

Il  Codacons  annuncia  una  «diffida  urgente»  al  sindaco  di  Taranto  con  la  quale  chiederà  «di  svolgere  una  nuova  istruttoria  su  tutti  gli  eventi  che  negli  ultimi  mesi  si  sono  registrati  in  città  che  hanno  prodotto  danni  sul  fronte  sanitario  ambientale,  nonché  decessi  riconducibili  all’inquinamento  dell’aria  connessi  all’attività  dell’acciaieria,  allo  scopo  di  emettere  una  nuova  ordinanza,  stavolta  suffragata  da  adeguata  istruttoria,  che  ordini  la  chiusura  dell’area  caldo  dell’industria  siderurgica».  L’associazione  dei  consumatori  fa  presente  che  «il  Consiglio  di  Stato  ha  rilevato  nella  sua  sentenza  come  l’istruttoria  alla  base  dell’ordinanza  del  Sindaco  di  Taranto  oggetto  di  ricorso  sia  risultata  carente,  ma  ha  al  tempo  stesso  salvaguardato  il  potere  di  intervento  in  materia  di  salute  pubblica  da  parte  dei  sindaci».  Il  Codacons  parla  di  un  «importante  giudizio  possibilistico»  dai  giudici  di  Palazzo  Spada  che  «consente  ora  una  nuova  ordinanza  lascia  spazio  provvedimenti  adeguati  ben  motivati  volti  prevenire  ulteriori  danni  per  cittadini  decessi  malattie  legate  all’inquinamento».  Dalle  motivazioni  della  sentenza,  viene  puntualizzato,  «si  evince  che  il  provvedimento  risulta  emesso  senza  che  vi  sia  stata  un’univoca  individuazione  delle  cause  del  potenziale  pericolo  senza  che  sia  risultata  acclarata  sufficientemente  la  probabilità  della  loro  ripetizione.  […] Le  carenze  istruttorie  evidenziate  non  possono  essere  colmate  neppure  attraverso  il  riferimento  al  principio  di  precauzione  […] Facendo  applicazione  di  questi  principi  al  caso  di  specie,  è  conseguenziale  riILevare  come  sia  mancata  una  previa  valutazione  scientifica  del  rischio  direttamente  riconnesso  agli  eventi  emissivi  di  cui  si  teme  la  ripetizione.  Alla  luce  delle  motivazioni  sinora  articolate,  il  potere  di  ordinanza  non  risulta  suffragato  da  un’adeguata  istruttoria  risulta,  al  contempo,  viziato  da  intrinseca  contraddittorietà  difetto  di  motivazione».  L’associazione  dei  consumatori  si  era  costituita  in  giudizio  sia  dinanzi  al  Tar  che  al  Consiglio  di  Stato.  «Valuteremo  con  attenzione  – osserva  il  presidente  Carlo  Rienzi  – le  motivazioni  della  sentenza  ai  fini  di  un  possibile  ricorso  per  revocazione  di  appello  alla  Cassazione.  Ci  aspettiamo  ora  che  la  Procura  di  Taranto,  cui  abbiamo  inviato  un  esposto  nelle  settimane  scorse,  provveda  con  urgenza  dare  esecuzione  alla  sentenza  della  Corte  d’Assise  nel  processo  Ambiente  Svenduto  si  attivi  per  confiscare  l’area  caldo  salvaguardare  la  vita  di  migliaia  di  cittadini  tarantini». 

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