22 Marzo 2002

Eurostat conferma: deficit all?1,4% nel 2001



In Italia la febbre dei prezzi sale ancora. Le 12 città campione segnalano che a marzo l?inflazione è cresciuta dal 2,5% al 2,6%. Colpa soprattutto dello strascico degli aumenti di alberghi, ristoranti e pubblici esercizi e in parte del caro-petrolio. Intanto, Eurostat, l?ufficio statistico dell?Ue, conferma che nel 2001 il rapporto deficit-pil nel Bel Paese è salito all?1,4%. Cioè la percentuale stimata dall?Istat, contro una previsione del governo all?1,1%. Ma le cifre sui conti pubblici presentate dal governo italiano potrebbero essere modificate dalle nuove regole per il conteggio delle cartolarizzazioni. Eurostat ha confermato ieri che queste saranno decise entro l?inizio del mese di luglio. Intanto, in Eurolandia l?Italia risulta maglia nera per il debito pubblico. Nel 2001 è stato il 109,4% del pil. Anche se il livello è inferiore rispetto al 2000 (110,6%).
Ritorno a settembre. L?aumento mensile di marzo, rispetto allo scorso mese di febbraio, è stato dello 0,2%. L?aumento tendenziale su base annua (registrato a marzo rispetto allo stesso mese dell?anno scorso) è quindi del 2,6%. Se queste proiezioni saranno confermate dall`Istat il 29 marzo, l`inflazione di questo mese tornerà ai livelli di settembre dello scorso anno (appunto al 2,6%). A spingere verso l`alto i prezzi dei servizi sarebbero state soprattutto le code del changeover, con gli ultimi adeguamenti dei listini all`euro. Infatti è il capitolo dei servizi il principale imputato per il nuovo rialzo dell`inflazione a marzo. Alberghi, ristoranti e pubblici esercizi hanno fatto segnare aumenti medi di circa lo 0,5-0,6%. Inoltre, ha influito, anche se in maniera meno consistente, il caro-petrolio. La benzina è aumentata di circa il 2% da febbraio. Da segnalare che l?aumento mensile registrato a Napoli è in linea con la media nazionale (0,2%).

Ottimisti e pessimisti.
L?Unioncamere, che rappresenta le Camere di commercio italiane, e l?Isae leggono rosa nel futuro. La prima prevede che nella seconda metà del 2002 il carovita si attesti sotto il 2%. Ottimista anche il sottosegretario all?Economia Giuseppe Vegas. «Il rialzo – spiega – deriva da un maggior dinamismo del settore dei servizi, non ha un?influenza strutturale sul livello generale dei prezzi ma denota una maggiore dinamicità dell?economia». Ma i consumatori sono critici. Il Movimento dei consumatori teme il ritorno a tassi d?inflazione a due cifre. E Adusbef Federconsumatori e Codacons criticano il governo e i commercianti. Gli aumenti da euro – ricordano – sono dimostrati da Eurostat che ha segnalato a febbraio un costo della vita al 2,7%.
Deficit di Eurolandia. Nell?area euro il rapporto deficit-pil peggiora: è salito lo scorso anno dell`1,3% contro un surplus dello 0,2% nel 2000. Da segnalare che per l?Italia è stato rivisto al rialzo (dallo 0,3 allo 0,5%) il disavanzo del 2000, anno in cui si era scaricato l`effetto una tantum dell`asta Umts (quantificato nell`1,2% del Pil): al netto degli introiti per la vendita delle licenze dei telefonini, il deficit del 2000 è ammontato dunque all`1,7% (e non all`1,5%).

Previous Next
Close
Test Caption
Test Description goes like this
WordPress Lightbox