29 Gennaio 2009

EUROPEE: IL CODACONS RICORRE ALLA CORTE COSTITUZIONALE CONTRO LO SBARRAMENTO AL 4%

     
    MILIONI DI CITTADINI IMPOSSIBILITATI A VOTARE I PARTITI MINORI
      E I PRESENTATORI DEL DISEGNO DI LEGGE CON LO SBARRAMENTO FINIRANNO IN PROCURA PER ATTENTATO CONTRO LA COSTITUZIONE E CONTRO I DIRITTI POLITICI DEI CITTADINI

    Il provvedimento che modificherà la legge elettorale per le elezioni europee – sul quale centrodestra e centrosinistra hanno già raggiunto un accordo – e che introdurrà la soglia del 4%, finirà davanti la Corte costituzionale e alla Procura della Repubblica. A presentare ricorso il Codacons (che agirà assieme alla LISTA CONSUMATORI che ha anche un eletto in Parlamento) che spiega:
    si tratta di una manovra politica strumentale, volta ad escludere dalla possibilità di concorrere per l’elezione della rappresentanza italiana in Europa, tutti quei movimenti politici che, seppur di consistenza inferiore rispetto agli schieramenti ormai radicati nel Governo e in Parlamento, hanno il DIRITTO di partecipare alla competizione elettorale così come disciplinata dalla legge vigente. La tempistica, inoltre, vista la breve distanza dalla data indetta per le votazioni, renderà impossibili tutte quelle iniziative, incluso il ricorso allo strumento referendario, per poter controbattere all’abuso ingiustificato rappresentato dallo sbarramento al 4%.
    Ma ad essere danneggiati – sostiene il Codacons – saranno soprattutto i cittadini, molti dei quali hanno già sottoscritto i moduli di raccolta delle sottoscrizioni; milioni di cittadini-elettori che non potranno votare partiti minori di destra come di sinistra, e che saranno costretti a “regalare” il proprio voto ai movimenti maggiori che già siedono in Parlamento, o a non votare.
    La nuova legge tra l’altro difficilmente  potrà essere promulgata dal Presidente della Repubblica visto che è vietata la modifica della legge elettorale una volta che manchino meno di 180 gg al voto e sia già iniziata la raccolta delle sottoscrizioni. Se ciò avvenisse i partiti danneggiati potrebbero chiedere un risarcimento per le spese finora sostenute inutilmente sia al Parlamento che al Capo dello Stato. 
    Con la soglia del 4%, in sostanza – conclude il Codacons – si vuole introdurre una riforma che sopprime il diritto costituzionalmente garantito di associazione dei cittadini per concorrere a determinare democraticamente la politica del Paese, in totale spregio dell’art. 49 della Costituzione, e addirittura in violazione del Codice Penale: artt. 283 (Attentato contro la Costituzione dello Stato) e 294 (Attentati contro i diritti politici del cittadino). Per tali motivi il Codacons ricorrerà alla Corte Costituzionale e alla Procura della Repubblica chiedendo di bloccare l’ennesima truffa a danno dei cittadini.
     

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