Europa sapeva. E Svizzera blocca le vendite
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fonte:
- Velino.it
Volkswagen chiama in aiuto Porsche (il cui capitale sociale dal 2012 è interamente posseduto dalla stessa Volkswagen Aktiengesellschaft) e Matthias Mueller, numero uno dell’ auto sportiva di Stoccarda viene nominato dal consiglio di amministrazione di Volkswagen nuovo Ceo dopo l’ addio di Martin Winterkorn. “Faremo di tutto per riconquistare la fiducia passo dopo passo, dopo lo scandalo morale e politico” è il commento del consiglio di supervisione di Volkswagen al termine della riunione del board che ha nominato Mueller che assume da subito le funzioni e che dice: “usciremo da questa crisi più forti di prima”. Nel frattempo la Svizzera blocca le vendite. Ma ora viene fuori che tutti sapevano e che si parlava dei rischi di manipolazione dei test fin dal 2013. Da quanto emerge dal rapporto del Joint Research Center dell’ Ue – illustrato ai vertici comunitari due anni fa secondo quanto riportato dal quotidiano britannico Financial Times – sembra che già allora si suggeriva di effettuare i test sui gas inquinanti su strada e non dentro officine attrezzate al fine di evitare eventuali frodi. Intanto il governo ha fornito una stima preliminare delle vetture del gruppo Volkswagen con sistemi di controllo delle emissioni ‘truccati’. Sono circa 2,8 milioni di veicoli nella sola Germania ha riferito il ministro dei Trasporti, Alexander Dobrindt nel corso di un’ audizione al Bundestag. Intanto il caso approderà in Europa il prossimo 1 ottobre al consiglio competitività. Da subito è arrivato il monito dell’ Ue: “Avremo tolleranza zero sulle frodi” ha dichiarato il commissario al mercato interno, Elzbieta Bienkowska. Due giorni fa il gruppo di Wolfsburg aveva affermato che sono 11 milioni nel mondo i veicoli sui quali è stato installato quel software: di qui la mossa di molti Paesi come l’ Australia di chiedere chiarimenti, mentre altri come da ultimo l’ India hanno aperto un’ inchiesta. L’ Epa, l’ agenzia per la protezione ambientale Usa, ha scritto a tutte le case automobilistiche annunciando che raffinera’ i test per evitare che si ripetano violazioni come quelle riscontrate sui motori diesel del gruppo tedesco Anche in Italia saranno fatti accertamenti: il governo inizierà con la collaborazione dei concessionari una serie di verifiche a campione, mentre, sempre in relazione al caso Volkswagen, il procuratore di Torino, Raffaele Guariniello ha aperto un’ inchiesta. Sul piede di guerra le associazioni dei consumatori. Per Federconsumatori e Adusbef il governo deve accelerare i controlli in un’ operazione che deve essere coordinata e armonizzata a livello europeo. Il Codacons lancia un’ azione collettiva invitando i cittadini interessati a costituirsi davanti alla Procura di Torino in vista di una richiesta di risarcimento delle somme perse a causa di eventuali illeciti che saranno ravvisati dalla magistratura. Il capo della procura Armando Spataro fa però sapere che sono in corso gli accertamenti preliminari anche finalizzati “alla verifica della competenza territoriale” precisando che allo stato non sono previsti esami di persone informate sui fatti o interrogatori”.
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