EURO-AUMENTI: LA STANGATA DI PREZZI IN SALITA E? SOTTO GLI OCCHI DI TUTTI I CONSUMATORI!
L?ultima ricerca diffusa oggi da Eures, conferma che l?80 per cento degli italiani che va a fare la spesa trova i prodotti aumentati di brutto e che a causa di tali rincari è costretta a ridurre i consumi, tirando la cinghia per arrivare a fine mese. Anche un?inchiesta di copertina del settimanale Panorama:?LADRI DI EURO? (accuseranno anche il direttore Rossella di Euroterrorismo ?),non fa che confermare l?oggettività dei fatti non edulcorata da statistiche avariate, perché non rappresentative della realtà dei consumi non più basata su prodotti standard, ma su una varietà di beni e servizi che non vengono rappresentati dal paniere Istat: che cioè con la scusa dell?euro,la maggior parte degli esercenti ed ?eurofurbacchioni? hanno effettuato aumenti indiscriminati.
Afferma l?inchiesta di Panorama che centinaia di prodotti di largo consumo hanno subito aumenti dal 2 per cento (la giocata al superenalotto, che era passata da 1.600 a 1.900 lire !) al 42 per cento (bicchiere di Coca Cola al banco, passato da 0,77 a 1,1 euro) con punte del 92,3 per cento (lavaggio auto self service e giocata minima al lotto, passate da a 0,52 ad 1 euro),con incrementi insostenibili anche dei servizi,andati alle stelle rispetto all?anno precedente,mentre quei pochi ribassi registrati vanno dall?1,55 (1 kg. di caffè decaffeinato,passato da 9,69 a 9,60 euro); fino al 5,26 per cento (scatola di fazzoletti di carta passati da 1,71 a 1,62 euro).
L?inchiesta di Panorama e le altre indagini escludono servizi indispensabili per i cittadini,come la RC Auto, rincarata l?anno scorso del 10,7 per cento e con un andamento analogo quest?anno, a giudicare dai dati pubblicati; i servizi bancari, aumentati del 7,8 per cento nel 2001 con incrementi del 10 per cento quest?anno, a giudicare dalla sfrenata rincorsa ad aumenti ed arrotondamenti,pubblicati in Gazzetta Ufficiale,anche con effetti retroattivi di svariati mesi che sfuggono alle rilevazioni Istat.
Codacons ed Adusbef, che hanno impugnato il paniere Istat al Tar del Lazio, perché non rappresentativo di una realtà dei consumi in una economia moderna, non più basata su produzione e consumi standard, ma su una varietà di beni e servizi, avevano stimato che l?effetto Euro avrebbe comportato un aumento dello 0,5 per cento sull?inflazione con un costo variabile da 500 a 1.000 euro a carico delle famiglie italiane. E proprio il 47% delle famiglie monoreddito, concludono le due associazioni, con lo stesso stipendio dello scorso anno non arrivano a fine mese, poiché il caro-euro ha rubato una settimana intera di stipendio!
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