2 Maggio 2002

Euro: un italiano su tre ha ancora problemiGiovedì

A circa 4 mesi dall`arrivo della moneta unica europea il 35% degli italiani è ancora in preda alla confusione. E` il risultato, non particolarmente tranquillizzante, di un`indagine del Codacons secondo cui l`80% degli italiani è convinto che con l`euro si spenda di più, mentre c`é un buon 70% di connazionali che tornerebbe di buon grado alle `amate` lire.


“Sono trascorsi ben 4 mesi dall`entrata in vigore della nuova moneta – spiega il Codacons -. Passati i primi imbarazzi iniziali che, nonostante fossero prevedibili, hanno causato grandi disagi agli italiani a causa dell`impreparazione e della disorganizzazione di uffici vari, enti ed istituti, ma soprattutto a causa di arrotondamenti praticati dagli avidi commercianti e dallo Stato“.


Il Codacons ha voluto così fare il punto della situazione: l`associazione ha effettuato cioè un`indagine in tutta Italia, nell`ultima settimana di aprile per verificare quale sia il grado di adattamento degli italiani all`euro, e se i problemi connessi al changeover continuino oppure siano stati superati con successo.


Il 90% ragiona ancora in lire
I risultati dell`indagine sono davvero sorprendenti: “Il dato che emerge con imponenza è quello che vede il 90% dei cittadini ragionare ancora in lire. La stragrande maggioranza degli italiani, infatti, al momento di effettuare i pagamenti continua a fare il confronto con le lire, non riuscendo ancora a staccarsi dalla precedente valuta. Il 35% inoltre è ancora preda della confusione e non riesce a districarsi bene tra centesimi e nuove banconote.



I principali problemi

Questi i principali problemi: difficoltà a distinguere in maniera immediata i centesimi; confusione tra le monete da 1 e 2 euro, in quanto troppo simili; difficoltà a calcolare in breve tempo il resto esatto“. I problemi maggiori si hanno al sud (53% del totale, centro 27%, nord 20%).



Il 70% vorrebbero tornare alla lira

Ma il dato forse più preoccupante – prosegue il Codacons – è quello che vede l`80% degli intervistati convinto di spendere di più a causa dell`euro. Tralasciando il fenomeno degli arrotondamenti, infatti, si è sviluppato un meccanismo psicologico che porta i cittadini a credere di esser vittime di un `dimezzamento` delle proprie disponibilità economiche. Da qui probabilmente deriva quel 70% di cittadini disposti a far rientrare anche subito la lira al posto dell`euro.



Gli anziani in difficoltà

Analizzando le fasce d`età considerate si nota che i più preparati all`euro sono sicuramente i bambini, anche grazie ai corsi tenuti dai docenti nelle scuole e ad una maggiore flessibilità mentale. Chi invece risulta più a rischio sono gli anziani, in particolare gli ultra-sessantacinquenni, ancora restii nei confronti della nuova moneta e spesso vittime di raggiri. Addirittura il 25% degli anziani interpellati è convinto di ricevere resti in euro sbagliati.

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