30 Giugno 2002

Euro, rissa sugli aumenti


ROMA ? Prima i consumatori che contestano i dati dell`Istat (l`euro ha portato in realtà «una gran fregatura su tutti i prodotti a basso prezzo»). Poi il viceministro dell`Economia Baldassarri che sbotta in una secca smentita: tutto falso, è solo un minuscolo effetto del cambio di moneta. Subito dopo i consumatori a ribadire il concetto: causa changeover l`aumento medio «reale» per ogni famiglia sarà di 582 euro.
Sulla nuova moneta divampa una polemica «estiva» scaldata dagli ultimi dati di spiaggia: ombrellone, sedia a sdraio e cornetto quest`anno costeranno una decina di euro in più rispetto al passato. Polemica da «quattro soldi», ma che scalda e s`accende. E comunque qualcuno lo frega: secondo il viceministro, infatti, «con l`avvento dell`euro sono letteralmente crollate le mance». Ma non solo questo. L`euro ? continua ? non ha avuto alcun impatto sull`inflazione e sui prezzi la «botta» si può stimare in mezzo punto d`aumento. Una tassa una tantum «legata al changeover e agli arrotondamenti». Nessun allarme, come sostengono i consumatori, ma solo un ritocco, in sostanza, che è nella media europea.
Un dato, quest`ultimo, che l`università di Milano smentisce. In un`indagine per conto della Camera di commercio risulterebbe, infatti, che in Italia il changeover ha avuto un impatto doppio rispetto agli altri Paesi europei (0,3-0,4%).

Gli imputati

E allora? E allora Elio Lanutti, dei consumatori Adusbef, stila l`elenco degli imputati. Primi fra tutti i commercianti, accusati d`aver «ritoccato» a colpi di scure i prezzi di cose del tipo calzini, scolapasta e ciabatte da mare. «Tutti oggetti che l`Istat difficilmente rileva ? sostiene Lanutti ? ma che ora costano il doppio». E poi le banche. Secondo l`Adusbef fino al 31 dicembre scorso un bonifico costava in media 9500 lire, mentre oggi costerebbe 8 euro (quasi il doppio). «Le banche hanno approfittato dell`arrotondamento ? accusa l`Adusbef ?. Dovevano essere attente ai centesimi e invece sono quelle che c`hanno marciato di più con il cambio».
Colpa dell`euro, dei calzini a cannetta, delle banche o dell`Istat (che continua a calcolare in paniere prodotti «desueti»?). Quaranta parlamentari della maggioranza hanno chiesto ai ministri Tremonti e Marzano che l`istituto di statistica riveda i beni presi in esame per fare i suoi calcoli. Perchè, come sostiene Carlo Rienzi, presidente del Codacons, non si può tenere ancora in paniere l`ormai mitico armadio a sei ante, che mediamente più che un armadio è un monolocale con angolo cottura.
Così come cotti dall`euro pare si sentano gli italiani. Scondo una ricerca Datamedia-Eures il 70% di loro si sente vittima dei rialzi: e la società Nielsen ha verificato che, dal primo marzo, pasta, formaggi, inscatolati, bevande e surgelati sono cresciuti dal 3,5 al 9,5%; un giro in taxi del 13 per cento (o del 21 se per l`aeroporto). Ed è per questo, sempre secondo Eures, che dal primo giugno scorso sette milioni di italiani avrebbero iniziato a calare i consumi, alzare la voce e stringere la cinghia.

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