24 Aprile 2002

Euro, i conti che non tornano

Spendi e il frigo resta vuoto

Euro, i conti che non tornano



MILANO ? L`inflazione non accenna a diminuire, e ad aprile resta ancora al 2,5%, sotto la spinta del rialzo dei prezzi della benzina e di un generale aumento della borsa della spesa. Recita l`Istat. Eppure la massaia, l`operaio ma anche il dirigente d`azienda non ne sono convinti. Il caro vita non accenna a diminuire a conferma della lunga politica di arrotondamenti per il passaggio all`euro e l`aumento dei carburanti. Secondo il Codacons la spesa alimentare ha subito un`impennata del 4,2% (percentuale ben più alta del 2,5%) portando una famiglia media a spendere 203 euro in più per alimentari e bevande rispetto allo scorso anno.

Dello stesso avviso l`Aduc, l`associazione per i diritti dei consumatori. L`ente si mostra seriamente preoccupato dei rincari di questi ultimi quattro mesi e dovuti all`euro. E i dubbi sono soprattutto sul fatto che vi sia piena corrispondenza tra l`osservatorio dell`Istat e la realtà.
«L`Istat continua a sfornare dati che rispetto al nostro osservatorio non rispondono ai numeri con i quali gli italiani hanno a che fare ogni giorno» tuona Vincenzo Donvito, presidente dell`Aduc. Insomma, se lo scorso anno una famiglia media italiana spendeva 782.840 lire al mese per la spesa alimentare oggi a causa dei ritocchini e degli arrotondamenti (secondo il Codacons) la casalinga spende 1.250.640 lire al mese. Parliamo in lire perché è ormai certo che la mente dei più, dalla massaia al medico, ancora ragiona con la vecchia moneta. Il «cambio» psicologico durerà forse ancora qualche mese. E speriamo non sia così per gli arrotondamenti.

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