17 Aprile 2002

Euro: fare la spesa costa caro

Consumatori all`attacco: la conversione non conviene alle famiglie.
Euro: fare la spesa costa caro

ROMA. Non tornano i conti in euro. Specie al supermercato. Nell`ultimo anno, infatti, fare la spesa è costato ad una famiglia media italiana 203 euro in più rispetto all`anno scorso, soprattutto per acquistare prodotti alimentari e bevande. Colpa di “arrotondamenti e ritocchini“ che – denunciano le associazioni dei consumatori (Adoc, Adusbef, Codacons e Federconsumatori) – “danneggiano direttamente le famiglie e i cittadini a basso reddito“.
I recenti dati dell`Istat mostrano un`impennata del 4,2% nell`ultimo anno per la spesa alimentare, e del 4,3% per alberghi, ristoranti e pubblici esercizi. Nel mese di marzo, gli aumenti più vistosi hanno riguardato alberghi, ristoranti e pubblici esercizi (+0,4%), seguiti da abbigliamento e calzature, traporti, ricreazione, spettacoli e cultura, (+0,3%).
A dispetto del congelamento del dato globale sull`inflazione, il carovita non accenna a diminuire e si aggiunge ad una pressione fiscale tra le più alte d`Europa: negli ultimi 23 anni, secondo l`OCSE, le tasse sugli stiperndi in Italia sono aumentate dell`8%.
Per fare fronte agli aumenti, i consumatori chiedono al Governo la revisione delle previsioni sull`inflazione, sulla quale si basano gli incrementi contrattuali, “che non raggiungeranno il tasso programmato dell`1,7%“ ma anche un controllo più rigido sulle tariffe pubbliche, come trasporti, aumentate dello 0,3% a marzo, il blocco per 12 mesi dell`aumento dei biglietti ferroviari, e un bonus fiscale di 1000 euro per i redditi inferiori ai 16.000 euro l`anno.

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