2 Gennaio 2012

Euro. Dieci anni, e quanto ci costa Web  

Euro. Dieci anni, e quanto ci costa
  Il passaggio alla nuova moneta ha ridotto il potere d’ acquisto medio del 39%
 

Sono passati dieci anni (era la mezzanotte del primo gennaio 2002) da quando l’ euro è entrato in circolazione in monete e banconote in dodici Pesi dell’ Unione Europea. Precedentemente, dal primo gennaio 1999, l’ euro era una valuta legale usata dalle banche e negli scambi finanziari, ma fisicamente non esisteva. Nel corso degli anni ai dodici Paesi storici nel dotarsi dell’ euro (Austria, Belgio, Finlandia, Francia, Germania, Grecia, Irlanda, Italia, Lussemburgo, Olanda, Portogallo e Spagna) si sono aggiunti la Slovenia (2007), Cipro e Malta (2008), Slovacchia (2009) ed esattamente un anno fa l’ Estonia. Oggi l’ Eurozona è così composta da diciassette paesi ed i cittadini europei che utilizzano l’ euro sono arrivati a 332 milioni, dieci anni fa erano 300 milioni. Vi sono poi Paesi che, pur non facenti parte dell’ Unione Europea utilizzano l’ euro come valuta ufficiale; questi sono: Città del Vaticano, San Marino, Principato di Monaco, Andorra, Montenegro e Kosovo. Tra banconote e monete il valore complessivo degli euro in circolazione ammonta a 887 miliardi : le banconote sono 14,4 miliardi per un valore di 864 miliardi di euro, mentre le monete in circolazione sono 97 miliardi il cui valore è di circa 23 miliardi. L’ euro costituisce la seconda moneta, dopo il dollaro USA, per le riserve mondiali di valuta: il 27% delle riserve mondiali è infatti intrattenuto in euro ed è calcolato che per le imprese l’ eliminazione del rischio di cambio unitamente all’ integrazione dei mercati finanziari ha comportato in questi dieci anni risparmi di 25 miliardi. Sicuramente frugando tra i cassetti di casa scappa ancora fuori qualche vecchia moneta in lire ma è difficile arrivare a quanto stimato in Germania dove sembra che mediamente ogni cittadino tedesco abbia ancora 162 marchi e che complessivamente vi sono ancora 13,3 miliardi di marchi (pari 6,6 miliardi di euro) che non sono stati convertiti. In realtà la situazione della Germania non è dettata tanto dalla nostalgia dei tedeschi verso il marco, ma dal fatto che queste vecchie banconote sono intrattenute nell’ area balcanica. Ma, al di là di queste curiosità, i primi dieci anni di vita del tanto discusso euro, come sono andati? Bene, anzi benino, così e così, decisamente male. Queste sono tutte risposte possibili e, per giunta, tutte legittime. Per le famiglie italiane il passaggio dalla lira all’ euro è stato un salasso, la Codacons stima che gli italiani del ceto medio abbiano ridotto il proprio potere di acquisto del 39,7%. I prezzi sono, quando è andata bene, soltanto raddoppiati e ciò lo si riscontra nella quotidianità di ognuno di noi. Qualche esempio: un tramezzino, rispetto a dieci anni fa, costa tre volte di più; un gelato, due volte e mezzo; una pizza, il doppio. E così via potremmo andare avanti all’ infinito. Se poi a tutto questo si aggiungessero le varie manovre economiche che hanno accompagnato i dieci anni di vita dell’ euro, la Codacons calcola in 10.850 euro quanto una famiglia italiana di quattro persone ha rimesso con la nuova moneta.

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