19 Febbraio 2002

Euro, consumatori contro Istat

IL CASO


“Rilevazioni errate sui prezzi: inflazione al 3% a fine anno“. Biggeri replica: “Giuste le nostre stime“


Euro, consumatori contro Istat

ROMA – Consumatori contro Istat. L´accusa è pesante: secondo Codacons, Adiconsum e Unione Consumatori l´analisi dei dati dell´istituto di statistica non sarebbe aderente alla realtà e i prezzi al dettaglio (soprattutto in tempi di euro) corrono più di quanto non venga comunicato. Il risultato? L´inflazione a fine anno non si raffredderà affatto ma raggiungerà un tondo 3%. «La perdita del potere d´acquisto – secondo Carlo Rienzi del Codacons – a causa degli aumenti legati al changeover, è di circa 500 euro all´anno per famiglia, tra i 40 e i 50 euro al mese in media. La stessa inflazione – incalza Rienzi – potrebbe arrivare fino al più 3% a fine 2002, con un´erosione del 2% a carico di un nucleo familiare monoreddito».
Le accuse si stringono tutte attorno al “paniere“ di riferimento dei prezzi, ovvero quel mix di 900 prodotti (per un totale di 300mila “quotazioni“ annuali) dalle sigarette alle verdure, passando per armadi, carburanti e bollette, presi come esempio per calcolare ogni mese, in un arco di dieci giorni, le eventuali variazioni di prezzo nelle 21 città campione. Ed è proprio sul sistema di verifica e controllo degli incrementi dei servizi, delle tariffe e più in generale dei listini, che i consumatori sferrano l´attacco più duro e annunciano un imminente ricorso al Tar: «È inutile – ha aggiunto il presidente del Codacons – che l´Istat continui a tenere nel paniere voci come la posta ordinaria quando invece tutti usano la posta prioritaria. Per questo abbiamo chiesto all´istituto di conoscere e arrivare ad un paniere trasparente e, per questo, la nostra proposta è quella di istituire un tavolo permanente a cui partecipino anche le associazioni».
Al j´accuse, replica con stupore il presidente dell´Istat Luigi Biggeri: «Furberie dell´Istat? Ma questo è impossibile, perché il sistema è molto complesso e la stessa forza dell´istituto deriva dall´indipendenza e dalla trasparenza di queste rilevazioni: soltanto in questo modo possiamo mantenere alti livelli di autorevolezza. E poi – spiega Biggeri – l´intero sistema segue regole comunitarie ben precise; il nostro compito è quello di misurare le variazioni dei prezzi e non il loro livello partendo, magari, da singoli casi. Gli stessi cambiamenti all´interno dei gruppi di beni e servizi che compongono il paniere, avvengono senza alcuna “interpretazione“ o malafede da parte dell´Istat, ma attraverso indagini annuali specifiche sui consumi e i prodotti usati da 24mila famiglie, circa 80mila persone. A questo punto – conclude il presidente dell´Istat, faccio due proposte: innanzitutto sono assolutamente favorevole all´ingresso di rappresentanti dei consumatori nelle commissioni comunali, per intenderci quelle che nelle città campione seguono le rilevazioni mensili. E infine vista la “non conoscenza“ del settore, invito i responsabili delle associazioni a venire in istituto: sarò ben lieto di spiegare loro i meccanismi non proprio semplicissimi di rilevazione».

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