29 Dicembre 2001

Euro alle porte, assalto alle banche

Euro alle porte, assalto alle banche

Tutti in coda per accaparrarsi contanti e assegni. Ma c`è tempo fino a febbraio

ROMA – Lunghe code, attese snervanti, e un po` di tensione: inizia così il lungo weekend di attesa dell`euro. Le banche di tutt`Italia hanno chiuso ieri pomeriggio i battenti, per riaprirli solo il 2 gennaio 2002, quando l`euro sarà ormai ufficialmente in circolazione.

In fila – Le code sono iniziate nel pomeriggio del 27 dicembre, per continuare fino agli ultimi minuti di apertura di ieri. Gli utenti sono rimasti in coda anche per due ore agli sportelli, pur di ritirare in tempo gli assegni in euro, oppure i kit di banconote da 5 euro destinati ai commercianti. Ma molti sono rimasti a bocca asciutta: finiti i carnet di assegni in euro, disponibili in quantità limitata i pacchetti da 5 euro, che era necessario (ad insaputa di molti commercianti) prenotare in anticipo.

Bancomat fuori uso – Ma tra chi ha atteso il suo turno agli sportelli, c`è anche chi voleva solo ritirare del contante, temendo che nei giorni del changeover gli sportelli bancomat vadano in tilt. In effetti, in attesa della definitiva messa in funzione in euro, i distributori di banconote di molti istituti risultano fuori servizio. E l`Adoc, l`Associazione a difesa dei diritti dei consumatori, avverte: «Secondo quanto ci risulta sono perfettamente funzionanti solo 1 bancomat su 3: è intollerabile». Ma l`Abi rassicura: entro la prima settimana di gennaio l`80-90% dei bancomat dovrebbe funzionare in euro. E c`è anche chi gioca d`anticipo: le nuove banconote euro saranno distribuite già dai primi minuti del 2002 da circa un quarto di tutti gli sportelli bancomat della Cariverona.

Pago-caro – La carta elettronica potrebbe essere un`ottima alternativa ai contanti per evitare complicazioni. Ma potrebbe trasformarsi anche in un`arma a doppio taglio per i consumatori, avverte il Codacons. Secondo l`associazione infatti, oltre un tetto massimo di 100 operazioni gratuite che molti istituti offrono ai propri clienti, poi i consumatori cominciano a pagare le commissioni, che variano dalle 2.500 alle 3.000 lire. Un esempio? Un caffè potrebbe arrivare a costare anche 4.500 lire. Di qui la proposta del Codacons all`Abi: azzerare le commissioni dei Pagobancomat almeno nel periodo di transizione.

Sotto pressione – Intanto, anche se le banche restano chiuse al pubblico, continua a pieno ritmo il lavoro interno per adeguare in tempo il sistema all`euro. Fin dal 2 gennaio 2002 tutte le operazioni bancarie saranno espresse esclusivamente in euro.

Rischio Bankitalia – I sindacati generali della Falbi-Confsal e Sibc-Cisal hanno confermato lo sciopero in programma il 2 gennaio che durerà l`intera giornata. La protesta nasce dal mancato rinnovo del contratto di lavoro. Il rischio? Il black out potrebbe complicare il changeover per la Banca d`Italia.

Spesa pazza – Complice il panico da nuova moneta, il timore di essere imbrogliati o di doversi sobbarcare lunghe code al supermercato, sono in tanti questi giorni ad affollare grandi magazzini e negozi per fare incetta di beni di prima necessità.

Autostrade e farmaci più cari – Dal primo gennaio 2002 i pedaggi sulla rete gestita dalla società Autostrade aumenteranno in media del 2,21%. Lo annuncia la società ricordando che l`incremento tariffario, è stato controllato ed autorizzato dall`Anas sulla base dei parametri di riferimento per il price-cap. Le tariffe unitarie chilometriche, spiega Autostrade, saranno convertite in euro applicando solo in tasso di conversione mentre l`arrotondamento dei pedaggi corrispondenti al percorso compiuto, per favorire la gestione dei resti, sarà come negli anni scorsi conforme alle disposizioni ministeriali: 10 centesimi di euro per eccesso o difetto, a seconda che l`importo complessivo sia uguale o superiore, oppure inferiore, ai 5 centesimi di euro. Nel periodo di doppia circolazione di lire ed euro, ovvero fino al 28 febbraio, nei casi di pagamento dei pedaggi in lire il resto sarà arrotondato a favore del cliente, alle 100 lire o ai 5 centesimi superiori.

Scatta dal prossimo primo gennaio un aumento medio dei prezzi dei farmaci di circa 0,41 euro in media a confezione (circa 800 lire). L`aumento, che rappresenta la quarta tranche di recupero del prezzo medio europeo (originariamente prevista per il primo luglio 2001) ricadrà in gran parte sui conti delle regioni che dovranno subire un` impennata dei costi farmaceutici.

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