1 Ottobre 2001

Euro, allarme arrotondamenti: “Il governo deve intervenire“

Euro, allarme arrotondamenti: “Il governo deve intervenire“


Consumatori preoccupati: ci vogliono sei decimali per lasciare inalterati i prezzi in lire

ROMA – Euro e inflazione: il rischio di veder sacrificato qualche decimale di troppo sull`altare dell`arrotondamento è più che mai reale. Nonostante lo sforzo della distribuzione per trovare accordi che non facciano aumentare il costo della vita durante il periodo d`interregno delle due monete, pare che sfuggire al «balzo in avanti» sia praticamente impossibile. Dalle pagine della Relazione previsionale appena presentata dal governo assieme alla Finanziaria è arrivata infatti un`analisi che taglia la testa al toro. Per evitare che il passaggio fra la vecchia e la nuova valuta spinga in alto i pezzi, dice il testo, c`è un solo modo: utilizzare sei decimali, risalire a sei numeri dopo la virgola.

A tale conclusione è arrivata una simulazione messa in atto dall`Istat che ha notato come, fermandosi alle classiche due cifre, sia praticamente impossibile mantenere i prezzi fermi passando da un sistema all`altro. Ingenua la soluzione trovata dai più ottimisti secondo cui, fra arrotondamenti al ribasso e aggiustamenti al rialzo vi sarebbe stata alla fine una sorta di compensazione naturale. «A seconda che gli operatori effettuino l`arrotondamento al decimale superiore o a quello inferiore – ammette infatti la Relazione – si possono avere perturbazioni sull`indice generale (più/meno 0,4 per cento), ma con variazioni per i singoli prodotti che arrivano anche al 20 per cento».

Inevitabile quindi un`impennata nel costo della vita o meglio come scrive il governo, inevitabili «effetti non trascurabili sul sistema dei prezzi».
Perché tanta sensibilità della lira di fronte agli arrotondamenti? Perché una singola lira se convertita nella valuta comune vede crescere il suo valore di ben 19 volte (un centesimo di euro è pari a 19,36 lire) e questo vuol dire che se il prezzo è modesto, poche migliaia di lire per intendersi, la traduzione da un sistema all`altro genera scarti significativi. Eliminabili appunto solo facendo i calcoli sui sei decimali, cosa possibile in teoria, ma difficile in pratica.

Che fare allora? L`Italia tanto per cominciare ha dettato regole sull`arrotondamento più precise di quelle fissate a livello comunitario. E` stato deciso, per esempio, che nell`effettuare calcoli intermedi, debba essere usato un numero di decimali in euro (massimo 5) decrescente al crescere della lira da cui si parte; l`arrotondamento ai centesimi va poi effettuato solo sulla cifra finale. Ma calcoli intermedi a parte si è cercato anche di intervenire sulla «prima linea» della conversione, ovvero sul commercio e la grande distribuzione, stipulando un protocollo d`intesa fra Tesoro e associazioni impegnate a evitare rincari non giustificati, ad applicare correttamente le regole della conversione e ad esporre fino alla fine di febbraio il doppio cartellino dei prezzi (i negozi che aderiscono a tale accordo espongono il marchio Eurologo).

In più c`è un decreto governativo del 21 settembre volto a garantire e tutelare i consumatori affinché l`introduzione della moneta unica «si svolga in un quadro di stabilità dei prezzi».

Sforzi su vari fronti quindi, ma basteranno? A sentire i consumatori pare proprio di no. Le varie associazioni, e il Codacons in particolare, hanno segnalato come il problema arrotondamenti possa creare problemi soprattutto nei beni di consumo o nei servizi a prezzo basso. Un occhio di riguardo è volto ai mezzi pubblici e al prezzo del biglietto dell`autobus (se è proprio inevitabile l`eliminazione di qualche decimale, spiegano gli utenti, si potrebbe almeno aumentare la durata del ticket), ma anche ad altri beni che oggi costano intorno alle 1.5001.700 lire per i quali si teme un arrotondamento verso la cifra tonda di un euro.

C`è anche qualche esempio di «buona volontà» dal quale risulta l`intenzione a favorire il cliente – per esempio nell`arrotondamento a suo favore delle multe dalle quali scompariranno i decimali. Ma è ancora troppo poco, dicono i consumatori.

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