Euribor, indagano i pm italiani
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fonte:
- Il Sole 24 Ore
Vincenzo Rutigliano TRANI Dopo le agenzie internazionali di rating, la procura di Trani apre un altro fronte di indagine su reati di natura finanziaria, questa volta sulla presunta manipolazione dei tassi Euribor. L’ inchiesta è contro ignoti e riguarderebbe solo le 4 banche italiane che, insieme ad altre 39 europee, determinano l’ indice Euribor, l’ equivalente europeo del Libor, pure al centro di indagini e verifiche. Le ipotesi di reato indicate nel fascicolo di cui è titolare Michele Ruggiero – lo stesso magistrato che si sta occupando di S&P, Moody’ s e Fitch – sono truffa aggravata e manipolazione dei mercati perchè, secondo l’ esposto presentato da Adusbef e Federconsumatori ad alcune procure italiane, tra cui Trani, il tasso Euribor sarebbe stato addomesticato provocando un costo del denaro più alto e dunque rate più pesanti per i mutui a tasso variabile. Un danno stimato in 2,9 miliardi di lire con danni potenziali su tutte le famiglie italiane, quasi 2,5 milioni, che hanno in questi anni contratto un mutuo a tasso variabile ancorato all’ Euribor. L’ indagine è ancora agli inizi: il Pm ha aperto il fascicolo d’ indagine, ha delegato la GdF per le prime acquisizioni documentali di rito e ha costituito un pool di esperti indipendenti per accertare quelle che Adusbef e Federconsumatori definiscono le «gravissime manipolazioni» fatte sui tassi Euribor. Secondo le due associazioni sono proprio le modalità di calcolo di questo indice – che nasce sulla base di dati contribuiti, volontariamente, da un panel di 43 banche internazionali – a porre fortissimi dubbi. A cominciare dal potenziale conflitto di interessi delle banche contributrici causato proprio dalla modalità di contribuzione volontaria. Nella denuncia – su cui Trani, muovendosi molto rapidamente, ha confermato un ruolo quasi di primazia in tema di reati finanziari e a difesa degli interessi dei consumatori – si chiede dunque di accertare, nel merito, le relazioni statistiche esistenti tra i dati contribuiti e l’ Euribor. L’ inchiesta quindi dovrà chiarire questi aspetti e le «interferenze» delle banche in tema di Euribor e Libor, temi in cui chiarire anche il ruolo di grandi banche europee, come la Barclays Bank che Ruggiero ha già «incrociato» nell’ ambito di un’ altra sua inchiesta sulle carte revolving usurarie. L’ indagine di Trani – oggi in una fase embrionale – potrebbe però assumere dimensioni molto consistenti se, verificati documenti e dati, dovessero emergere fattispecie di danni effettivi a carico dei mutuatari interessati, penalizzati da «illegalità e manipolazioni sull’ Euribor». A prima vista questa nuova inchiesta è però del tutto diversa da quella che, da tempo, vede impegnata la procura tranese contro le agenzie di rating e che ha avuto sviluppi importanti, giusto nelle ultime settimane, con gli avvisi di conclusione delle indagini preliminari notificati per S&P e Moody’ s, mentre quello su Fitch dovrebbe esserlo nei prossimi giorni. Nel caso delle agenzie tutto è stato molto chiaro dall’ inizio: i report hanno avuto effetti negativi sui mercati, i titoli di Stato ed i titoli bancari hanno subito un deprezzamento a causa di quegli annunci. Dunque un rapporto chiaro di causa ed effetto e per indagati i responsabili delle agenzie ai più alti livelli. Compito di quest’ altra indagine sarà invece chiarire la fattispecie esatta da contestare distinguendo i danni attesi da quelli effettivamente subiti dai mutuatari, e gli effetti dei tassi «manipolati» sulle rate verso l’ alto o verso il basso. In ogni caso le associazioni dei consumatori guardano già molto avanti. Lo fa soprattutto il Codacons che chiede – anche se l’ indagine è appena agli inizi – a tutti i sottoscrittori di mutuo con tassi legati all’ Euribor, di costituirsi parte civile. Anzi il presidente, Carlo Rienzi, progetta «una mega-costituzione di parte civile» per tutti i mutuatari italiani danneggiati. © RIPRODUZIONE RISERVATA.
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