2 Agosto 2018

Eucaliptus: acqua inquinata che viene dal pozzo. ‘Villaggio inagibile’

 

di Gianluigi Mardente “Quando vai a Palermo, non toccare le banane”. Celebre frase di un altrettanto celebre film di Roberto Benigni che invitava un amico a stare attento a toccare il frutto perchè avrebbe fatto partire sparatorie di carattere mafioso. Commedia, risate, fiction.

Nella nostra realtà , invece, c’è chi nel villaggio Eucaliptus urla “non toccare l’acqua, è inquinata”. In questo momento, piena stagione estiva, nel villaggio marinaro del Comune di Simeri Crichi vivono circa 2mila persone in 300 unità immobiliari inserite in un condominio privato. L’acqua è inquinata, dicono i residenti e la Codacons fa partire la denuncia e l’esposto alla Procura. Da dove viene quell’acqua? Perchè è inquinata? Bene, secondo Francesco Di Lieto della Codacons: “Le abitazioni del villaggio, nonostante siano regolarmente collegate alla rete idrica comunale, di fatto vengono approvvigionate da un pozzo abusivo e inquinato. Il Codacons, su richiesta di alcuni cittadini, ha provveduto a depositare una denuncia in Procura chiedendo, tra l’altro, che si proceda all’immediato sequestro del pozzo artesiano”. Il famigerato pozzo risulta inquinato da coliformi e pseudomonas aeruginosa . Agenti molto pericolosi per gli utenti. Su questo, tutti d’accordo: amministrazione comunale e Asp compresa che, su richiesta dei cittadini, qualche giorno fa ha disposto delle analisi e ha ritrovato anche una forte presenza di cloro. E allora? Perchè non intervenire a tutela della salute dei villeggianti? Qui c’è il punto di assoluto disaccordo tra il sindaco Pietro Mancuso e la Codacons ma soprattutto con i residenti del villaggio.

IL SINDACO: “Attenzione, il villaggio non è collegato alla rete idrica comunale”. Questo, di fatto, è il senso della notizia ed è da qui che partono equivoci e distanze tra amministrazione , Codacons e qualche cittadino. Il sindaco parla chiaro e ci tiene a sottolineare che “ben 5 anni fal’amministratore di condominio ha deciso di chiudere arbitrariamente la saracinesca che porta l’acqua condominiale al villaggio e da quel giorno lo stesso villaggio si fornisce dal pozzo artesiano. Ripeto, l’amministratore di 300 unità immobiliari dove vivono 2mila persone ha deciso arbitrariamente di chiudere il collegamento con la rete idrica comunale e fornirsi dal pozzo”. Per questi motivi in un’ordinanza del mese di giugno, il sindaco Mancuso aveva disposto: “vietato assolutamente l’utilizzo dell’acqua perchè a seguito di alcune segnalazioni dei cittadini avevo richiesto delle analisi ed era risultato l’inquinamento di coliformi, pseudomonas e forte presenza di cloro”. Ma non finisce qui.

I PRELIEVI DELL’ASP: Dopo l’ordinanza del sindaco i cittadini chiesero anche un intervento dell’Asp che, secondo quanto ci riporta il sindaco, “prelevata l’ acqua dal pozzo mi ha presentato chiara certificazione dell’inquinamento. Secondo quanto scritto dall’Asp a firma del dottor Franco Faragò, responsabile del settore igiene, l’acqua non è potabile ma può essere utilizzata per per la pulizia della casa e il funzionamento degli impianti sanitari e per l’igiene della persona con l’esclusione di igiene orale”. Da qui , di fatto, l’Asp invita il sindaco ad emettere nuova ordinanza con parziale divieto dell’utilizzo dell’acqua. Del 30 luglio, visibile ancora sulla home del sito del comune, la nuova ordinanza che recita chiaramente: l’acqua proveniente dal pozzo artesiano ad uso esclusivo del Villaggio Eucaliptus, non può essere utilizzata per: uso alimentare, il lavaggio e la preparazione degli alimenti, igiene orale, lavaggio stoviglie o utensili da cucina, lavaggio apparecchiature sanitarie, lavaggio oggetti per l’infanzia (biberon, contenitori pappe, ecc). Può invece essere utilizzata per la pulizia della casa e il funzionamento degli impianti sanitari e per l’igiene della persona con l’esclusione sopra specificata”.

INAGIBILITA’ DEL VILLAGGIO: La storia non finisce mai. Il sindaco ha emesso ordinanza ma intende proseguire la sua battaglia contro l’arbitrario distaccamento del villaggio alla rete idrica comunale. “Per quanto mi riguarda il villaggio Eucaliptus è inagibile perchè le sue abitazioni non sono collegate alla rete idrica comunale. Andrò avanti nelle sedi opportune per ottenere la certificazione di inagibilità fino a quando l’Eucaliptus non si sarà ricollegato alla rete idrica. Questo per la tutela dei villeggianti e residenti nel complesso privato ma comunque di pertinenza di Simeri Crichi”. E intanto la Codacons chiede sequestro del pozzo e intervento della Procura per delitto contro la salute pubblica.

L’ESPOSTO DELLA CODACONS: Come sopravvivere all’acqua che sgorga dai rubinetti e che, sconsideratamente, proviene da un pozzo artesiano fortemente inquinato. Questa è la titanica impresa che affrontano, ogni giorno, coloro che vivono nel popoloso Villaggio Eucaliptus sito nel comune di Simeri Crichi ad un tiro di schioppo dal capoluogo di regione. Le abitazioni del villaggio, nonostante siano regolarmente collegate alla rete idrica comunale, di fatto vengono approvvigionate da un pozzo abusivo e inquinato. Il Codacons, su richiesta di alcuni cittadini, ha provveduto a depositare una denuncia in Procura chiedendo, tra l’altro, che si proceda all’immediato sequestro del pozzo artesiano. Riteniamo doveroso – sostiene Francesco Di Lieto, vicepresidente nazionale del Codacons – che vengano accertate tutte le responsabilità di chi ha consentito che acqua prelevata da un pozzo, senza alcun controllo, fosse immessa nella rete pubblica per essere destinata al consumo umano. Sono anni che i Cittadini chiedono spiegazioni sia all’Amministrazione del Villaggio che al Comune – prosegue la nota del Codacons – senza tuttavia riuscire ad ottenere garanzie circa la qualità delle acque. Anzi, a dire il vero, qualche “sconsiderato” ha continuato a rassicurare sulla potabilità dell’acqua immessa (abusivamente) nella condotta comunale. Con ciò esponendo la popolazione a rischi enormi. Lunedì scorso, infine, il Comune di Simeri Crichi ha emesso una Ordinanza che vieta l’utilizzo dell’acqua. A questo punto riteniamo doveroso che l’Ufficio di Procura voglia acquisire tutta la documentazione relativa a quel pozzo abusivo – continua Di Lieto – per comprendere come sia stato possibile immettere acque prive di alcun controllo, ed anzi fortemente inquinate, nella rete idrica comunale. Ma v’è di più. Da esami effettuati dall’ASP emerge un ulteriore dato, se possibile, ancor più preoccupante. Parrebbe, infatti, che qualcuno abbia immesso elevate quantità di cloro nelle tubazioni a servizio delle abitazioni. Il Codacons chiede alla Procura di fermare chi ritiene di giocare al “piccolo chimico” sulla pelle dei Cittadini. I reati ipotizzati sono molteplici e vanno dall’avvelenamento delle acque, all’interruzione di servizio pubblico, dall’abuso d’ufficio fino al delitto contro la salute pubblica. E tanto, per l’associazione imporrebbe il sequestro del pozzo artesiano “per l’accertamento dei fatti-reato nonché per la tutela della salute pubblica … prima che sia troppo tardi”. Si chiede, inoltre, un provvedimento urgente che consenta all’intero villaggio di essere approvvigionato con acqua potabile per evitare i comprensibilissimi disagi conseguenti le elevate temperature di questa torrida estate. E’ un preciso dovere – concludono dal Codacons – soprattutto se pensiamo ai bambini, agli anziani ed a coloro che hanno il fisico già debilitato dalla malattia che, con la calura estiva, sono costretti a non utilizzare l’acqua.

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