26 Ottobre 2019

“Ettore” ora è al canile Dovrà essere rieducato

per i primi dieci giorni nessuno potrà entrare nel suo box «fatti da chiarire, l’ esemplare cattivo di per sé non esiste»
Claudia StefaniBRUGNERA. L’ amstaff sopravvissuto alla tragedia è da ieri sera al canile di Villotta di Chions. Si chiama Ettore ed è un maschio adulto di poco più di due anni. Giunto al canile, è stato alloggiato in un box dove resterà per una decina di giorni sotto osservazione sanitaria. «Ci prenderemo cura del cane – ha detto Patrizia Danazzo, del Rifugio di Villotta – in qualità di custodi giudiziari, ma voglio sottolineare che siamo vicini alla famiglia profondamente toccati da questa tragedia».Insieme al veterinario comportamentalista, Patrizia Danazzo cercherà di capire cosa sia successo al fine di una rieducazione dell’ animale. «Il cane è giunto da noi ancora evidentemente stravolto da tutto l’ accaduto – ha proseguito Danazzo -. In questo momento non si può dare alcun giudizio comportamentale. Resterà monitorato sotto osservazione sanitaria per una decina di giorni. In questa fase nessuno potrà entrare nel box con lui. Ci auguriamo che gli inquirenti riescano a darci una spiegazione della causa dell’ accaduto al fine di poter valutare il cane col veterinario comportamentalista».Nella casa di Brugnera i cani da difesa erano tre: insieme a Ettore c’ era una femmina di meticcio, estranea ai fatti, e Claus, loro figlio, incrocio fra le due razze. Quest’ ultimo è stato abbattuto con un fucile dal figlio della vittima nell’ estremo tentativo di salvare i genitori.Tra gli aspetti della vicenda che saranno approfonditi vi sono l’ eventuale addestramento seguito dai cani, la gestione degli stessi e naturalmente perché si siano accaniti contro la vittima e i suoi famigliari che, va sottolineato, non sono i proprietari.«Il nostro obiettivo è cercare di chiarire le dinamiche e con una attenta valutazione comportamentale arrivare a una rieducazione dell’ animale – ha concluso Danazzo -. Il cane cattivo di per sè non esiste: non deve essere fatto un processo alla razza. Ogni razza ha le sue caratteristiche, sta alle persone capire se sono in grado di gestirle nei tempi, nei modi e nel contesto famigliare. Va precisato che ogni cane, anche un meticcio, se mal gestito può diventare pericoloso. In questo caso i fatti non sono chiari».Non la vede allo stesso modo il Codacons che in seguito all’ episodio di Brugnera torna a chiedere con forza il patentino per la detenzione delle “razze pericolose”‘. «La questione va affrontata una volta per tutte – ha tuonato l’ associazione -. Al di là del caso specifico, esistono razze di cani che sono potenzialmente pericolose per l’ uomo. Indipendentemente dall’ educazione che si dà al proprio animale, è universalmente riconosciuto che esistono razze, come i pitbull o i rottweiler, che per le loro caratteristiche, tra le quali potenza, robustezza e dentatura, possono provocare ferite letali in caso di morsicatura. Chiediamo da tempo un patentino obbligatorio per chi possiede cani particolarmente potenti e potenzialmente pericolosi. L’ aver eliminato la lista delle 17 razze di cani a rischio introdotte dall’ ex Ministro Sirchia ha di fatto cancellato qualsiasi obbligo per i loro proprietari. In Italia si registrano ogni anno 70 mila casi di aggressioni all’ uomo da parte di cani». — BY NC ND ALCUNI DIRITTI RISERVATI.

Previous Next
Close
Test Caption
Test Description goes like this
WordPress Lightbox