Etruria, nuove verifiche della Gdf
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fonte:
- Il Sole 24 Ore
attesa dal tribunale di arezzo la relazione del liquidatore della «bad bank»
MILANO Sono in corso nuovi accertamenti della Guardia di finanza di Arezzo sul caso Banca Etruria, che serviranno a valutare nuove ipotesi di reato ed, eventualmente, ulteriori indagati. Al momento la procura aretina esclude però che si possano aprire scenari diversi da quelli già ipotizzati, con quattro reati societari già allo studio: ostacolo alla vigilanza, emissione di fatture false, conflitto di interessi e truffa. Gli approfondimenti del nucleo tributario della Gdf permetteranno di valutare meglio. Attesa dal tribunale di Arezzo anche la relazione del liquidatore, Giuseppe Santoni, docente di diritto commerciale all’ università di Roma Tre. Poi il tribunale valuterà se trasmettere il materiale agli inquirenti. Non essendoci tecnicamente l’ insolvenza, non è prevedibile l’ ipotesi di bancarotta fraudolenta (mentre il falso in bilancio è stato archiviato). Si dovrebbe dunque rimanere all’ interno dei confini dei reati societari già ipotizzati. I primi due filoni – ostacolo alla vigilanza e fatture false – sono stati completati con l’ avviso di chiusura di indagini. Se ci dovessero essere altri indagati, la cosa più probabile è l’ apertura di nuovi fascicoli, per non ritardare il lavoro già fatto. Sono dunque attese le richieste di rinvio a giudizio per metà gennaio, nei confronti dei primi cinque indagati (l’ ex presidente Giuseppe Fornasari, l’ ex dg Luca Bronchi, l’ ex consigliere David Canestri e due manager della società Methorios). Per gli altri due indagati, l’ ex presidente Lorenzo Rosi e l’ ex consigliere Bruno Nataloni, sono ancora in corso gli approfondimenti per conflitto di interessi. Sulla truffa è ancora tutto da vedere. Al momento sul tavolo del capo della procura aretina Roberto Rossi ci sono le prime denunce. Ieri Roberto Nicastro, presidente delle quattro banche salvate dal Governo (Banca Marche, Etruria, Carichieti e Carife) ha parlato della possibilità di trovare soluzioni per i presunti truffati dalla vendita di obbligazioni e azioni. «Come le nuove banche ci siamo attivati per facilitare soluzioni. Quando parliamo dei piccoli risparmiatori molto esposti, abbiamo stimato che ci sono circa mille risparmiatori per un complesso di ventisette milioni. Il fondo di cento milioni avviato dal governo – ha aggiunto – dovrebbe essere congruo». Il presidente ha ricordato che negli istituti salvati ci sono «quasi settemila posti di lavoro, duecentomila piccole imprese supportate e un milione di clienti». Per il futuro si parla di un collocamento più ampio: «Sono arrivate diverse manifestazioni di interesse sia dall’ Italia che dall’ estero», ha concluso Nicastro. Intanto stamani è prevista una nuova protesta dei risparmiatori organizzata dal Codacons davanti alla sede di Banca Etruria di Civitavecchia, la filiale dove aveva il conto Luigino D’ Angelo, il pensionato che si è suicidato dopo aver saputo di aver perso i risparmi investiti in titoli aretini. Su questo caso di presunta truffa sta lavorando la procura di Civitavecchia e il nucleo Valutario della Gdf. © RIPRODUZIONE RISERVATA.
sara monaci
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