Etruria, indagano 4 pm ipotesi di reato: truffa
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fonte:
- L`Unione Sarda
ROMA Centinaia di risparmiatori hanno protestato ieri mattina a Roma davanti alla Banca d’ Italia. In prima fila gli obbligazionisti che hanno visto azzerarsi i loro risparmi nei quattro recenti salvataggi bancari, tra i quali quello della Banca Etruria. Il comitato delle vittime punta con forza il dito contro via Nazionale, accusata di non aver vigilato adeguatamente nei confronti della «truffa» subita e chiede l’ intervento del presidente della Repubblica Sergio Mattarella, quale garante della Costituzione, a tutela del risparmio. L’ inchiesta va avanti. Sono all’ esame della Procura di Arezzo le modalità di vendita delle obbligazioni subordinate di Banca Etruria, oggetto di un nuovo filone di indagine. Il procuratore capo Roberto Rossi, titolare di quattro inchieste sulle vicende relative al dissesto finanziario dell’ istituto di credito, si starebbe concentrando sull’ ipotesi del reato, identificato in quello di truffa. Sono circa un migliaio i casi di risparmiatori, tramite le associazioni dei consumatori, che denunciano di sentirsi truffati per la vendita di obbligazioni bancarie secondarie di cui la Procura è già a conoscenza. Per esaminare questa mole di documentazione, il procuratore Rossi ha disposto la creazione di un pool di quattro magistrati affiancati da investigatori. Intanto la Procura di Arezzo sta continuando a vagliare la documentazione giunta dalla Banca d’ Italia relativamente alle ispezioni compiute e che hanno portato al commissariamento dell’ istituto di credito nel febbraio scorso di Banca Etruria. In uno dei verbali redatto dagli ispettori di Bankitalia si definisce l’ ultimo cda, quello presieduto da Lorenzo Rosi, con Pierluigi Boschi come vice, «inadeguato», fatto di persone che «non sanno di tecnica bancaria». Il Codacons ha depositato un esposto alle Procure della Repubblica di Roma, Arezzo, Ferrara, Ancona e Chieti, dove si chiede di disporre la sospensione dall’ ufficio per il governatore della Banca d’ Italia, Ignazio Visco. La richiesta è motivata «dall’ ostinata quanto abnorme difesa che il Governatore ha fatto dell’ operato dei vertici dell’ istituto relativamente al caso di Banca Marche, Banca Etruria, Carife e Carichieti».
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