Etruria, i beffati vanno in Procura E il premier lancia il contrattacco
-
fonte:
- Corriere Fiorentino
«abbiamo salvato i risparmiatori, non gli investitori». in cento a consegnare l’ esposto ai pm
Arezzo I risparmiatori delle obbligazioni «bruciate» vanno in Procura, la Consob in Banca Etruria. Entrambi vogliono capire se i titoli rischiosi siano stati venduti a chi non aveva modo di capirne pericolosità e aleatorietà. Ma i primi, con l’ esposto di Federconsumatori, portano le testimonianze di novantenni a cui sono stati venduti titoli a scadenza decennale (un sacerdote in pensione nel frattempo è morto), persone con «bassa scolarizzazione finanziaria» o cercate dal personale della banca in ospedale e case di cura per farsi firmare i contratti. Pietro Ferrari e Fulvio Farnesi, della Federconsumatori, aspettano i risparmiatori alla scalinata davanti alla Procura. Si avvicinano con 100 di loro per consegnare l’ esposto, poi arriverà quello del Codacons. Vogliono siano vagliate le responsabilità di chi doveva controllare e di amministratori, dirigenti e personale di Etruria che hanno venduto i titoli «bruciati» ai risparmiatori: solo nella sede aretina di Federconsumatori «si è superato 1.100 adesioni» spiegano Farnesi e Ferrari. Una coda continua, nel pomeriggio, alla loro sede. Oltre alle responsabilità penali e civili, l’ obiettivo delle associazioni dei consumatori «è evitare l’ arbitrato e andare ad una conciliazione, in cui siano presenti sia la “bad bank” che la nuova». Perché l’ arbitrato è praticamente inappellabile e, nella legge di stabilità, in mano a collegi decisi da governo o parlamento. La conciliazione, se non soddisfacente, può essere invece impugnata di fronte al giudice. «Le nuove regole europee hanno permesso di salvare solo i risparmiatori. Si tratta di una decisione europea – ha detto ieri il premier Renzi – piaccia o non piaccia: si salvano i risparmiatori, non gli investitori». E su un possibile conflitto di interessi della ministra Maria Elena Boschi il premier si sofferma nell’ Enews: «Altro che favoritismi: il signor Boschi (nel Cda di Etruria dal 2011 e vicepresidente prima del commissariamento per nove mesi, ndr ) è stato – come gli altri membri di Cda di varie banche – commissariato e l’ intero Cda sanzionato da Banca d’ Italia. E il ministro, esattamente come tutti gli azionisti, ha in mano azioni che non valgono più niente. Non c’ è nessun favoritismo, nessun conflitto d’ interessi». Ma Consob intanto è ad Arezzo. Gli ispettori vogliono capire se, per il contratto delle obbligazioni, è stata rispettata la «mappatura del cliente», il rischio che il cliente accettava come massimo. Tuttavia i finanzieri del Nucleo di polizia tributaria stanno cercando di capire come mai, finora, la Consob non abbia segnalato nessuna criticità rispetto a questi titoli. Materia di indagine, questa, che resta agli atti dell’ inchiesta coordinata dal procuratore capo Roberto Rossi: le Fiamme Gialle hanno acquisito atti alla Consob e le relazioni di Bankitalia per capire come mai non ci sarebbe stato nessun rilievo formale sull’ emissioni dei titoli. I pm hanno già chiuso l’ inchiesta anche sulle false fatturazioni per cui risultano indagati gli ex presidenti della banca Lorenzo Rosi e Giuseppe Fornasari, oltre all’ ex direttore generale Luca Bronchi: l’ ipotesi di reato è che abbiano emesso e utilizzato fatture per operazioni inesistenti. Rosi, indagato anche per possibile conflitto di interessi, dichiara alla Reuters : «Non ho ricevuto avvisi di garanzia. Sono entrato nel Cda di Banca Etruria nel 2008, quando ero presidente della Castelnuovese che ha ricevuto affidamenti dalla banca deliberati all’ unanimità dal Cda e dal collegio sindacale. La Castelnuovese è una coop e quindi io non ho nemmeno un euro di affidamenti da parte di Etruria: non c’ è nessun conflitto di interesse».
-
Sezioni:
- Rassegna Stampa
-
Aree Tematiche:
- BANCA
-
Tags: arezzo, Banca Etruria, Procura, Risparmiatori
