24 Dicembre 2015

Etruria, fascicolo anche per truffa Gdf a Civitavecchia

Etruria, fascicolo anche per truffa Gdf a Civitavecchia

ROMA C’ è un doppio filone d’ inchiesta, con l’ ipotesi di truffa che ora si affianca a quella di istigazione al suicidio, per la vicenda di Luigino D’ Angelo, il pensionato di Civitavecchia che si è tolto la vita il 28 novembre dopo aver perso 110mila euro in obbligazioni subordinate di Banca Etruria. Ieri mattina, il Nucleo speciale di Polizia Valutaria della Guardia di Finanza, affiancato dal pm civitavecchiese Alessandra D’ Amore, ha perquisito la sede locale della banca, in cerca di documenti sulla posizione di D’ Angelo. L’ inchiesta, al momento senza indagati, parte dal ‘profilo finanziario di rischio’ della vittima: il magistrato intende verificare se qualche dipendente della banca abbia ingannato D’ Angelo (pensionato e perciò in teoria con una bassa propensione per investimenti a rischio) per indurlo a comprare obbligazioni subordinate per 90mila euro e azioni per altri 20mila. I finanzieri hanno portato via l’ intero fascicolo col percorso dei suoi rapporti e investimenti in Banca Etruria. Ma, secondo alcune fonti, D’ Angelo (che disponeva di altri depositi per 190mila euro, oltre alla proprietà di un immobile) aveva avuto contatti pure con un ex dipendente dell’ Etruria, sul quale pende un altro procedimento penale per fatti diversi. Secondo una prima ricostruzione, nel 2013 il pensionato aveva acquistato titoli subordinati (emessi dalla banca nel 2006), macerandosi poi nel rammarico per non essere riuscito ad ottenere la restituzione del denaro, fino al novembre scorso, quando si è ucciso lasciando un messaggio d’ addio alla moglie: «Chiedo scusa a tutti per il mio gesto, non è per i soldi, ma per lo smacco subito». Presto potrebbero essere interrogati il direttore e i funzionari della filiale civitavecchiese della banca, per provare a risalire a chi suggerì o diede disposizione di piazzare quei bond all’ anziano correntista, ma anche per verificare, attraverso documenti o dichiarazioni di persone informate sui fatti, se lo stesso D’ Angelo fosse a conoscenza dei rischi legati alla sottoscrizione delle obbligazioni. Al momento, dunque, il filone d’ indagine aperto per istigazione al suicidio resta affidato alla squadra mobile di Roma. Mentre quello delegato alla Guardia di Finanza, partendo dall’ ipotesi di truffa ai danni del pensionato, potrebbe allargarsi alle situazioni di altri risparmiatori. Il presidente del Codacons Carlo Rienzi invita il pm D’ Amore a «estendere le indagini a 360 gradi», dopo aver presentato in cinque procure (Roma, ma anche Arezzo, Ferrara, Ancona e Chieti, città delle 4 banche commissariate dal governo), un esposto per chiedere la sospensione del governatore di Bankitalia, Ignazio Visco. Per il Codacons, nel caso D’ Angelo «la questione del profilo di rischio» è «del tutto marginale», visto che «le obbligazioni non potevano essere vendute in presenza di una situazione di grave difficoltà dell’ istituto emittente». Non solo: «Anche nel caso di vendita antecedente alle difficoltà economiche», conclude l’ associazione, Banca Etruria «avrebbe dovuto informare il pensionato dei rischi sopravvenuti, consentendogli di disfarsi delle obbligazioni». RIPRODUZIONE RISERVATA.
vincenzo r. spagnolo

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