2 Aprile 2016

Etruria, chiuse le indagini su tre direttori

Etruria, chiuse le indagini su tre direttori

AREZZO Tre avvisi di chiusura indagini per il filone di inchiesta su Banca Etruria, condotta dalla procura di Arezzo, relativo alla presunta truffa ai risparmiatori e nato proprio dagli esposti di quest’ ultimi. Gli avvisi riguardano tre direttori di filiale in concorso con ignoti: resta da appurare se abbiano agito spontaneamente oppure abbiano ricevuto input dai vertici dell’ istituto bancario. Esaminando il materiale fornito dai risparmiatori, i magistrati aretini del pool che indaga sulla vicenda, guidati dal procuratore della Repubblica Roberto Rossi, hanno visionato i “mifid” (le schede personali dei risparmiatori compilate al momento dell’ investimento) rilevando che sarebbe stato alterato il titolo di studio: non corrisponderebbe a quello reale di chi investiva. In più non ci sarebbe stata la diversificazione del rischio dal momento che i risparmiatori furono indotti ad investire tutto il denaro in obbligazioni emesse nel 2013. «Non basta prendere i pesci piccoli, occorre indagare più in alto e verificare le responsabilità di dirigenti e manager della banca». Lo afferma il Codacons, commentando i primi tre avvisi di chiusura indagini. «Le denunce presentate dal Codacons alla Procura a tutela dei risparmiatori traditi iniziano a dare i primi frutti, ma occorre fare di più – afferma il presidente Carlo Rienzi – vanno estese le indagini ai piani alti della banca, per capire chi abbia dato indicazioni alle varie filiali di operare in modo da arrecare danno agli obbligazionisti. Una volta individuati i colpevoli, gli stessi saranno chiamati personalmente a risarcire i danni prodotti ai risparmiatori».

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