11 Luglio 2001

Etr, il ministero apre un?inchiesta

Il male oscuro dei treni/ Ieri nuovo stop

Etr, il ministero apre un?inchiesta

ROMA ? Un altro guasto, l?ennesimo su un Eurostar: su un Milano-Roma, partito alle 13 dal capoluogo lombardo è andato in tilt per due volte l?impianto di aria condizionata. Alla fine il treno ha dovuto fermarsi a Reggio Emilia e i 300 sono stati costretti a trasbordare sul convoglio successivo. Il «male oscuro» degli Etr 500, insomma resta un «male oscuro», che diagnosi più o meno approfondite non sono riuscite a svelare: stress da superlavoro? Carenze tecniche? Scarsa manutenzione? Il ministero dei Trasporti, che è responsabile della vigilanza sui nostri treni e sulle infrastrutture ferroviare comunque ha deciso di intervenire gradualmente, ma drasticamente: subito l?apertura di un?indagine sui guasti tecnici che, negli ultimi giorni di giugno, hanno ripetutamente bloccato i “superveloci“ italiani e, a seguire, la possibile revisione delle tariffe.

Erano stati il Codacons e i parlamentari Renzo Lusetti e Vincenzo Siniscalchi a denunciare i guasti degli Etr attraverso altrettante interrogazioni parlamentari e ieri mattina il sottosegretario ai Trasporti, Nino Sospiri, ha risposto annunciando le misure che saranno prese per rendere più sicuri, comunque meno disagiati, i viaggi in treno. Dunque, è stata già avviata un?indagine per accertare i problemi tecnici delle macchine ed è stata costituita una squadra di tecnici specializzati di Trenitalia per verificare «le cause dei malfunzionamenti, iniziando con l?esame approfondito delle schede dei convogli a Firenze, Bologna e Reggio Calabria». E ancora, sarà creato un comitato permanente di gestione, una sorta di pronto intervento, che dovrebbe permettere la riparazione dei guasti i tempi rapidissimi. Sarà altresì «garantita» la presenza sugli Etr di un tecnico ad alta specializzazione. Infine, entro dieci giorni, i dodici Etr 500, che negli ultimi tempi hanno subito guasti più frequenti saranno sottoposti a revisione completa.
C?è da ricordare che attualmente lungo i binari italiani viaggiano una cinquantina di Etr, costruiti dal consorzio Trevi (Breda, Ansaldo, Abb, Fiat ferroviaria). Ogni macchina viene sottoposta a pulizia generale ogni 1.000 chilometri; ogni mese è previsto un controllo generale che dura 40 ore; ogni 25.000 chilometri la macchina viene sottoposta a un minuzioso check-up; ogni 250.000 la visita è accuratissima e va dalla ritornitura delle ruote agli esami infrarossi sulle varie componenti tecniche.
La manutenzione sembra comunque essere il vero e proprio tallone di Achille di questi treni sofisticatissimi anche se non più giovanissimi: nel primo periodo di esercizio, quello di garanzia, i controlli sono stati a carico dello stesso consorzio Trevi, e successivamente sono passati in gestione alle Fs. Però da una ventina di giorni – «ma non c?è alcuna relazione con gli incidenti recenti», precisa la ditta costruttrice – la manutenzione è tornata di nuovo al consorzio. Questione di costi o necessità da parte dell?azienda di tutelare il proprio prodotto e, quindi, la proopria immagine?
Le Fs nei giorni scorsi hanno ammonito i sindacati a non strumentalizzare gli incidenti, precisando che questi sono stati esclusivamente il frutto di sfortunate concidenze, però il consorzio Trevi ha fatto anche capire che gli Etr sono «stressati» per l?eccessiva utilizzazione: «Sarebbero necessarie almeno altre 40 macchine per garantire un servizio efficiente». Intanto però il ministero dei Trasporti dice – esplicitamente – che «i disagi dei giorni scorsi saranno valutati ai fine della determinazione delle tariffe del prossimo anno».

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