9 Gennaio 2017

Etichettatura alimentare: più tutela per il consumatore

    Etichettatura alimentare: più tutela per il consumatore
    la
    principale novità è costituita dal campo di applicazione della normativa
    poichè l’ obbligo di informazione non riguarda più soltanto i prodotti
    preconfezionati ma tutti i prodotti alimentari

    Il 22 novembre 2011 è stato approvato il Regolamento Europeo n. 1169 riguardante le informazioni ai consumatori sugli alimenti. La normativa entrata in vigore il 13 dicembre 2011 ha trovato applicazione a decorrere dal 13 dicembre 2014 per le disposizioni in materia di etichettatura, presentazione e pubblicità degli alimenti e dal 13 dicembre 2016 per quanto riguarda le disposizioni sull’ etichettatura nutrizionale. Il nuovo regolamento risponde alla necessità di armonizzare e modernizzare le norme, già esistenti, sull’ etichettatura dei prodotti alimentari e fornire una corretta informazione con il duplice obiettivo di garantire la libera circolazione degli alimenti all’ interno dell’ Unione europea e porre il consumatore in condizione di compiere scelte consapevoli e utilizzare in modo sicuro gli alimenti. La principale novità è costituita dal campo di applicazione della normativa poichè l’ obbligo di informazione non riguarda più soltanto i prodotti preconfezionati ma, sebbene con modalità diverse, tutti i prodotti alimentari destinati al consumatore finale ivi compresi quelli preparati dalla ristorazione collettiva e quelli venduti a distanza (acquisti on line). La normativa, ad esempio, stabilisce l’ obbligo di informativa sulla presenza di alcune sostanze che provocano allergie e intolleranze alimentari. In base alle nuove norme la presenza di queste sostanze per i cibi preimballati deve essere riportata sulle confezioni o sull’ etichetta, mentre per i prodotti “sfusi”, le informazioni devono essere trasmesse all’ operatore che sarà responsabile della comunicazione al consumatore finale. L’ obbligo della segnalazione, come prima evidenziato, è previsto anche per pubblici esercizi. Dal 13 dicembre 2014 ristoranti, bar, mense, gelaterie hanno l’ obbligo di evidenziare la presenza, nei piatti e nei prodotti smerciati ai consumatori, di ingredienti che possono provocare allergie e intolleranze. Ogni piatto del menù quindi deve essere accompagnato da un elenco che indichi con precisione la presenza eventuale di ingredienti a rischio. In particolare, devono essere segnalati: tutti i cereali che contengono glutine, i crostacei, il pesce, le arachidi, la soia, il latte, il lattosio, le arachidi, la frutta a guscio (mandorle, nocciole, noci, pistacchi), i semi di sesamo, la senape, il sedano, l’ anidride solforosa e i solfiti (superiori a determinate concentrazioni), i molluschi e i lupini. L’ informazione deve essere fornita evidenziando la sostanza in questione nell’ elenco degli ingredienti con carattere distinto dagli altri per colore stile e dimensioni in maniera da richiamare l’ attenzione del consumatore. A partire dal 15 aprile del 2015, invece, è divenuta obbligatoria l’ indicazione di origine per le carni fresche suine, ovine, caprine e volatili prima prevista soltanto perle carni bovine per le quali oggi deve essere indicato anche il luogo di macellazione. Per la carne e i prodotti della pesca o i loro derivati, inoltre la presenza di acqua aggiunta in quantità superiore al 5% deve essere anch’ essa indicata in etichetta, così come deve essere specificato nella denominazione se si tratta di carne o pesce ricomposto. Infatti la indicazione CSM, ad esempio, che sta per Carne Separata Meccanicamente, corrisponde allo scarto dell’ industria alimentare animale (in particolare di pollo e tacchino): le ossa, la cartilagene e la poca carne che vi rimane attaccata viene triturata con degli appositi macchinari e ridotta ad una poltiglia rosa particolarmente malleabile e lavorabile. La carne ricomposta, invece, corrisponde alla triturazione di diverse parti di carne con l’ aggiunta di altri emulsionanti (per lo più acqua ed enzimi). In questo caso, sia che si tratti di carne che di pesce,l’ etichetta deve specificare quali parti dell’ animale siano state utilizzate. Entrambe le pratiche sebbene siano consentite tuttavia danno origine ad un prodotto povero di nutrimento, ricco di sale, e molto costoso, per la qualità che offre, che,inoltre se consumato in maniera eccessiva ed abituale, può rivelarsi nocivo per la salute. Da oggi queste preparazioni che sono alla base di gran parte di polpettoni, cotolette, crocchette, wurstel e tortellini preconfezionati grazie alle nuove informazioni previste in etichetta oggi saranno più facilmente individuabili. Il 13 dicembre 2016,infine è entrata in vigore l’ ultima disposizione attuativa del regolamento che prevede l’ indicazione obbligatoria dell’ etichetta nutrizionale, prima prevista soltanto per i prodotti indicati come dietetici e facoltativa per tutti gli altri. La dichiarazione obbligatoria, prevista per tutti i prodotti preconfezionati, anche artigianalmente, riguarda il contenuto calorico (energia) i grassi, i grassi saturi, i carboidrati con specifico riferimento agli zuccheri e il sale, espressi come quantità per 100 g o per 100 ml o per porzione. In conclusione il Regolamento UE 1169/2011, voluto e ideato dalle autorità europee al fine di armonizzare e modernizzare le norme sull’ etichettatura dei prodotti ali mentari e garantire una corretta informazione al consumatore,nonostante i buoni propositi ha solo parzialmente raggiunto questi obiettivi. Non è tutto oro ciò che luccica! La nuova norma sull’ informazione al consumatore si prestava all’ introduzione di novità importanti, ma non sempre il legislatore ha avuto la lungimiranza o la volontà di farlo. È il caso, per esempio, degli alimenti sfusi e di quelli preincartati (cioè gli alimenti confezionati presso i punti vendita, eventualmente su richiesta del consumatore), per i quali ancora una volta l’ Europa ha demandato agli Stati membri il compito di scegliere le indicazioni da fornire al consumatore finale e le modalità con cui devono essere eventualmente fornite nel punto vendita. Unica eccezione gli allergeni, la cui presenza dovrà sempre inderogabilmente essere segnalata al consumatore. Ancora,tra le occasioni mancate, nonostante l’ insistente richiesta dei consumatori, è sicuramente da annoverare l’ esenzione, riconfermata perle bevande alcoliche (>1,2% volume), dal riportare in etichetta l’ elenco degli ingredienti e le informazioni nutrizionali. In tema di informazioni nutrizionali, non è stata accolta la richiesta, avanzata Potete contattare il CODACONS e lasciare un commento ai nostri articoli all’ indirizzo: codacons.campania@gmail.com I nostri esperti sono sempre a vostra disposizione. Non esitate a sottoporci quesiti o a raccontarci le vostre “disavventure”… Vi risponderemo, in maniera rapida ed esaustiva, sulle pagine di Cronache da tempo dalle organizzazioni di consumatori europee, di fornire tali indicazioni obbligatoriamente sul fronte della confezione, che rappresenta la porzione di etichetta che il consumatore può osservare con maggiore facilità al momento dell’ acquisto. Anche l’ utilizzo dei colori, auspicato per una migliore comprensione delle informazioni nutrizionali, è stato di fatto archiviato. Da ultimo va evidenziata, come elemento positivo, il profilo della responsabilità dell’ operatore che individua questi come unico e immediato referente nei confronti del consumatore nonostante tutti i passaggi che subisce il prodotto dalla filiera di produzione al suo confezionamento. Ciò è importante soprattutto per i cd “private label” ossia quei prodotti che vengono marcati con la stessa denominazione della catena distributiva, fenomeno molto diffuso negli ultimi anni, per i quali la responsabilità dell’ informazione e la sicurezza del prodotto non ricade sul produttore ma sul distributore. Ciò comporta l’ adozione di una politica di responsabilità del “marchio” che funge da garante per il consumatore.
     
     

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