10 Aprile 2006

Etica e finanza insieme: un matrimonio d`affari

Le cronache finanziarie degli ultimi anni hanno creato un alone di scetticismo intorno al termine “finanza“ e allontanato ancora di più da quello di “etica“. Eppure è possibile coniugare queste due istanze. Rappresentanti delle associazioni benefiche, delle aziende, delle banche e dei movimenti per i consumatori ne hanno dato testimonianza in un convegno organizzato dal Lyons Club Napoili Partenope dal titolo “Etica e finanza: come farle coesistere nell`attuale contesto socio-economico. Pareri e testimonianze“ ieri all`Hotel Alabardieri, in una sala affollata nonostante la coincidenza con gli appuntamenti della campagna elettorale. “Eppure da più parti si sta rivalutando il ruolo della finanza etica ? afferma in apertura Leonardo Falduto, delegato del governatore dei Lyons per la finanza etica ? il 2005 è stato dichiarato anno internazionale del microcredito e il senato ha da poco approvato un decreto a favore di questa pratica“. A portare una testimonianza del ruolo della nella finanza etica innovativa nei progetti di sostegno umanitario ai paesi in via di sviluppo e Ivana Limata, direttore della fondazione Pangea, onlus di Milano operante anche in Campania: “In Afghanistan, in Nepal, in India, in Congo e in Kenia stiamo portando avanti progetti di microcredito rivolti in maggioranza alle donne. Scegliamo in prevalenza donne sole ? racconta – che altrimenti non avrebbero di che mantenersi e dopo un corso di formazione diamo loro un prestito per avviare una piccola attività imprenditoriale. Dai progetti fin ora andati avanti vediamo che il tasso di restituzione del prestito è vicino al cento per cento“. Un modo innovativo di fare beneficenza che è anche quello propugnato da Ermanno Bocchini, past governatoreb Lions Club Distretto 108YA. “Finora c`è stato un modo sbagliato di intendere l`aiuto umaninatario ? dichiara ? nessun paese è uscito dal sottosviluppo grazie alla beneficenza. Non bisogna fare la carità,, bisogna creare uno sviluppo e rendere libere gli uomini dalla necessità di avere un aiuto esterno. Il ruolo delle associazioni non governative come il Lyons- sottolinea ? è finanziare lo sviluppo“. Ma la finanza etica non è una pratica che riguarda solo gli aiuti ai paesi in via di sviluppo, ma coinvolge molto da vicino anche i consumatori chiamati non solo a scegliere tra prodotti etici e meno etici, ma anche a guardarsi dalle scelte antietiche degli intermediari finanziari. Lo spiega chiaramente Giuseppe Orsini, vice presidente nazionale dell`associazione Codacons “ Molto spesso, durante la mia attività di avvocato a difesa dei consumatori mi trovo a dover difendere persona rovinate dall`acquisto di azioni rivelatesi carta straccia ? racconta ? acquisti spesso consigliati da intermediatori interessati. Comportamenti scorretti delle banche che però ora sono sanzionati dai tribunal“. Concorda Aurelio Fedele, partener della Pricewaterhouse Cooper Spa, azienda operante nella revisione del bilancio aziendale: “E` vero, molto spesso i risparmiatori si fidano ciecamente dei funzionario di banca, che non rispettano le regole. L`etica è un concetto strettamente legato alle regole“. Ribatte Sergio D`Angelo, consigliere di amministrazione della banca popolare etica. “ Le regole sono diverse da nazione a nazione, l`etica invece deve essere universale, non sempre legalità corrisponde ad eticità. “ Proprio per questo dobbiamo cercare di importare nei paesi in via di sviluppo gli stessi principi di legalità“ risponde Fedele. “Ecco perché l`economia non può essere slegata dalla politica e dall`etica ? afferma ancora D`Angelo ? non abbiamo bisogno di una sola banca etica, dobbiamo far sì che tutte le banche siano etiche. La banca di cui sono consigliere di amministrazione è l`unica che investe al Sud più di quanto ne ricavi“.

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